SCUOLA. BINETTI: A SALUTE INSEGNANTI FRAGILI NESSUNO HA PENSATO.

(DIRE) Roma, 29 ago. – “Di giorno in giorno la riapertura delle scuole pone nuovi problemi che avrebbero potuto essere affrontati ben prima se non ci fosse stata quella concentrazione ossessiva suo binomio banco-monoposto-distanza fisica a non meno di un metro. Sostituita successivamente dal problema trasporti, tutt’altro che risolto, salvo alzare la quota di alunni che possono essere trasportati, passando dal 50% dei posti occupati ad un probabile 80%. E’ come quando il tema della distanza spalla-spalla divento’ naso-naso, per aumentare la capienza delle aule. Alla rigidita’ dei protocolli si risponde con la flessibilita’ delle interpretazioni. In questo momento pero’ sta esplodendo il tema dei docenti fragili e della loro legittima paura davanti al rischio Covid e in questo caso e’ in gioco la prudenza personale del docente davanti a regole farraginose, che sembrano complicare sempre piu’ le cose”. Cosi’ Paola Binetti, senatrice Udc, che ha seguito il tema apertura delle scuole anche in qualita’ di Vicepresidente della Commissione Diritti umani. “Intanto a sorpresa si scopre che moltissimi insegnanti non intendono sottoporsi ai test- aggiunge- dal momento che per loro non sono obbligatori. Ci si chiede allora che ne sara’ della educazione alla salute che dovrebbe animare tutto l’insieme di regole e regolette a cui gli studenti saranno vincolati, ossia dello spirito della norma rispetto alla sua esecuzione formale. Si scopre anche che nessuno aveva sentito, coinvolto, gli insegnanti nella logica della riapertura delle scuole per capire cosa ne pensassero e come intendevano organizzarsi….Drammatico il silenzio in merito ai famosi patti educativi con le paritarie, dopo la rassicurazione data dal ministro Azzolina: l’ostilita’ ideologica c’e’ ed appare sempre piu’ evidente nella assoluta mancanza di riferimenti concreti proprio in questi giorni”.

“Sappiamo- continua Paola Binetti- che il ministro Gualtieri ha firmato in fretta e furia l’ennesimo decreto, in cui si prevede l’assunzione di oltre 80.000 tra docenti e personale Ata, senza alcuna specifica sulle modalita’ di assunzione: chiamata diretta, concorsi, tempo indeterminato, ulteriori precari, ecc. I blitz si succedono in vista del prossimo 14 settembre, eludendo per altro la domanda che da molti viene posta in merito alla sede delle votazioni per regionali e referendum. Forse di questo si comincera’ a parlare dal 14 in poi. Sara’ davvero dura la riapertura delle scuole se ci mettiamo nell’ottica della loro missione specifica: insegnare, trasmettere cultura e valori, fare formazione. Se il caos, che abbiamo visto tra ministero e regioni nella babele delle decisioni prese, non ancora prese, cambiate in velocita’, dovesse propagarsi a tutte le scuole come un virus ancor piu’ contagioso del Covid, il disastro annunciato dalle opposizioni fin dal mese di maggio esplodera’ travolgendo l’intero governo. Perche’ le famiglie italiane sopportano tanto, tantissimo, ma non che i figli siano vittime innocenti dell’ignavia degli adulti”. 

Agenzia DiRE  www.dire.it

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