SCUOLA. ANDREONI (SIMIT), POLICLINICO TORVERGATA: COVID? RIAPERTURA IN CONDIZIONI NON OTTIMALI. E SU NONNI E EFFETTI A LUNGO TERMINE…

“CI SARANNO FOCOLAI, MA SE SAREMO BRAVI FENOMENO CONTROLLABILE”

Roma – “Sono un po’ preoccupato per lo scenario futuro, perche’ siamo arrivati alla riapertura delle scuole non in condizioni ottimali. Era auspicabile arrivarci con qualche caso in meno rispetto a quelli segnalati giornalmente”. Risponde cosi’ l’infettivologo Massimo Andreoni, direttore della UOC
Malattie Infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore
scientifico della Societa’ italiana di malattie infettive e
tropicali (Simit), interpellato dall’agenzia Dire in merito alla
riapertura delle scuole e agli eventuali casi di positivita’ da
gestire negli istituti.
Ci saranno focolai che si riaccenderanno all’interno delle
scuole
 – ha proseguito Andreoni – se saremo bravi a controllarli e
a tracciarli, isolando immediatamente le persone che sono infette
o che sono venute a contatto con soggetti infetti, credo che
riusciremo a controllare il fenomeno e a riavviare la scuola, che
e’ qualcosa di indispensabile sia in termini di apprendimento per
i giovani che per l’intera societa'”.
INCONTRI NIPOTI-NONNI? SE VACCINATI MINOR RISCHIO
“SI RIDUCONO MALATTIE RESPIRATORIE, CONFONDENTI PER COVID-19”

“Se i bambini, questo inverno, dovranno ridurre al minimo i contatti con i nonni? Difficile rispondere di si’, perche’ il contatto con i nonni e’ una cosa importante.
Certamente credo che un maggior numero possibile di vaccinati,
anche nei bambini, possa ridurre il rischio di avere malattie
dell’apparato respiratorio, che saranno fortemente confondenti e
che richiederanno un grande impegno da parte della sanita’
pubblica, per distinguere cio’ che e’ Coronavirus da cio’ che non
e’ Coronavirus”. Risponde cosi’ l’infettivologo Massimo Andreoni,
direttore della UOC Malattie Infettive al Policlinico Tor Vergata
di Roma e direttore scientifico della Societa’ italiana di
malattie infettive e tropicali (Simit), interpellato sul tema
dall’agenzia Dire.
“Nuovamente inviterei tutti al mantenimento il piu’ possibile
di quelle norme che ormai abbiamo imparato – ha proseguito
Andreoni – Il lavaggio delle mani nei bambini e’ molto importante e, laddove possibile, teniamo la mascherina e il distanziamento”. D’altronde queste misure, ha aggiunto ancora Andreoni, hanno dimostrato “di essere efficaci anche nei bambini che, ricordiamolo, sono comunque meno predisposti ad infettarsi e ad ammalarsi rispetto agli adulti, e che quindi sono un po’ meno pericolosi in termini epidemici”.

SU NUMEROSI PAZIENTI RIMANGONO SEGNI MALATTIA
“MA DATI ANCORA INSUFFICIENTI, STIAMO INDAGANDO SU EX MALATI”
“Quello delle sindromi post-Covid e’ un mondo che stiamo scoprendo adesso, stiamo richiamando in follow up tutti i pazienti guariti, ormai da diversi mesi, ed effettivamente vediamo che in una certa numerosita’ di questi pazienti rimangono segni della malattia, come difficolta’ respiratoria e un certo stato anche di depressione. D’altronde il Coronavirus ha comportato tutta una serie di situazioni difficili da gestire per il paziente stesso, rinchiuso in isolamento”.
Risponde cosi’ l’infettivologo Massimo Andreoni, direttore della
UOC Malattie Infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma e
direttore scientifico della Societa’ italiana di malattie
infettive e tropicali (Simit), interpellato dall’agenzia Dire in
merito a tutta una serie di effetti a lungo termine che il
Coronavirus puo’ lasciare sugli ex pazienti. “Credo che avremo
bisogno ancora di qualche mese per capire cosa di tutto questo
restera’- ha proseguito Andreoni – Io ho fiducia che molte di
queste sindromi passeranno con il tempo,
 pero’ certamente oggi rispondere a questa domanda non e’ semplice, perche’ ancora non abbiamo dati sufficientemente provati per poter stabilire con certezza cosa rimane dalla malattia”.

Agenzia DiRE   www.dire.it

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