Sanità: Un indagine sui maceratori di padelle e le lavapadelle.

Sto continuando la mia ricerca circa i “maceratori di padelle monouso”. La prima volta che ho visto
utilizzare una padella macerabile era durante il percorso di studi. Il primo impatto fu eccellente, un regalo
alle attività dei professionisti dell’assistenza. Però mi sono ricreduta e presto. Ho anche aperto discussioni
attraverso i social. I maceratori di padelle monouso sono un problema per vari problemi come la fine delle
forniture, le macchine si ostruiscono e non vengono riparate prontamente, benché fosse previsto dai
capitolati, forse per ragioni economiche?
Ho già scritto che mi lascia perplessa l’aspetto igienico, poiché la padella monouso viene disintegrata, ma il
suo sostegno che spesso viene distribuito in piccole quantità, passa da un letto ad un altro dei pazienti,
senza poter essere pulito in modo verificabile ed efficace? Perché il montaggio di un maceratore per
padelle, prevede la rimozione di una lavapadelle. Molti ospedali hanno le condutture degli scarichi non
adeguate ed adattate al sistema di macerazione padelle, quindi facilmente si ostruiscono. Ciò nonostante
mi risulta che un ospedale nel centro nord, nel costruire l’ospedale avevano previsto delle condutture
adeguate, ciò nonostante pare stiano tornando indietro.
Purtroppo, non sempre le cose ultramoderne sono all’altezza delle aspettative. Mi hanno stupito anche i
capitolati che raramente sono visibili, dal momento che attualmente sono appannaggio di pochi. Nei
documenti che ho letto, la valutazione delle necessità di padelle monouso, sembrerebbe sottostimata. Ho
letto che in un ospedale, suddiviso in 9 reparti, la gara di appalto prevede l’acquisto di 5000 padelle
monuso, che divise per 9 reparti, si stima la necessità di 555 padelle circa, per ogni reparto. Le 555 padelle
monouso suddivise per 365 giorni, nel suddetto ospedale è stato previsto il consumo di 1,5 padelle al
giorno per reparto?
Sottostimate perché un operatore sanitario sa’ che le padelle vengono utilizzate per evacuare, ma anche
per le cure igieniche. Non ultimo, una volta terminate le scorte, il costo del riassortimento come viene
considerato? Altra questione sono i “supporti non monouso” delle suddette padelle che nel capitolato
descritto sono 5 per nove reparti, e per 5000 padelle macerabili.
I maceratori di padelle, tra l’altro, per facilitare lo scorrimento del prodotto di macerazione, nelle fogne,
consumano molta acqua.
Ho letto che in Germania, sono fortemente vietati i maceratori. Perché riducono il quantitativo della
mondezza, ma aumenta l’inquinamento delle acque a cui molti paesi Europei si stanno dedicando con
forza. Io credo che tutto ciò dovrebbe interessare anche a noi Italiani, poiché il mare è uno dei nostri
prodotti più apprezzati, lo dovremo difendere. Ero sensibile a tutto ciò, fino a quando non ho visitato un
ospedale per tartarughe Caretta Caretta, ora sono più grave.
Queste mie parole per invitare tutti i professionisti sanitaria da una riflessione. Gli Infermieri “non
dovrebbero utilizzare le padelle”, il condizionale è d’obbligo, ma la prevenzione delle infezioni ospedaliere
compete tutti i professionisti sanitari, medici inclusi!
Ritengo che la questione “padelle” è un problema sottostimato. Si può fare un intervento chirurgico o
medico pazzesco, ma non è possibile sottovalutare tutto questo.

Laura Rita Santoro



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