SANITÀ. TUMORE PROSTATA, INT: PAZIENTI PIÙ MOTIVATI CON SORVEGLIANZA ATTIVA.

(DIRE) Roma, 25 feb. – La Sorveglianza attiva (SA) e’ un’opzione terapeutica alternativa al trattamento radicale quale chirurgia o radioterapia, utilizzata per il trattamento di neoplasie di piccole dimensioni e potenzialmente indolenti. Questo approccio viene usato per limitare l’overtreatment dei tumori a rischio piu’ basso e quindi gli effetti collaterali causati da queste terapie. Un articolo recentemente pubblicato sullo European Journal of Cancer Care ha riportato i risultati di uno studio qualitativo condotto all’interno del Programma Prostata dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e finalizzato all’analisi dell’approccio dei pazienti sottoposti a SA rispetto alla promozione della salute. “I pazienti in sorveglianza attiva evidenziano un interesse verso la promozione della loro salute generale, fisica e psicologica, e da parte loro emerge il desiderio di avere informazioni e strumenti per diventare soggetti attivi nel percorso di cura- afferma Lara Bellardita, Psicologa del Programma Prostata dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e tra gli autori dello studio- La proposta della sorveglianza attiva viene fatta durante la visita multidisciplinare in presenza di un urologo, un oncologo radioterapista e di uno psicologo, illustrando un percorso ben strutturato e sistematico, che fissa a priori tutti i controlli clinici e bioptici”. Cosi’ in un comunicato l’Int.

La sorveglianza attiva, nei pazienti con tumore della prostata, e’ un’opzione di monitoraggio della malattia offerta in alternativa ai trattamenti attivi (prostatectomia o radioterapia) in persone a basso rischio e con specifiche caratteristiche cliniche. Ad oggi il tumore della prostata e’ la neoplasia piu’ frequente tra gli uomini e rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori maschili diagnosticati sopra i 50 anni. La sopravvivenza a cinque anni, nel nostro Paese, e’ vicina al 90% (la media europea e’ 83%). La maggiore consapevolezza, anche da parte degli uomini, dell’importanza della diagnosi precoce ha portato a un aumento delle diagnosi di tumore della prostata in fase iniziale, quando questo e’ ancora asintomatico. Cio’ ha portato alla possibilita’ di seguire un percorso di SA, che ha come principale vantaggio quella di evitare potenziali effetti collaterali dei trattamenti- in particolare disfunzione erettile e incontinenza- e quindi di preservare la qualita’ di vita del paziente. La ricerca condotta da Int era finalizzata, infatti, ad analizzare l’approccio dei pazienti sottoposti a SA rispetto alla promozione della salute e prevedeva quattro focus group, con un totale di 24 pazienti, inclusi nello studio internazionale Prostate Cancer Research International: AS (Prias). I partecipanti hanno definito il concetto di “promozione della salute” identificandolo soprattutto come benessere psicologico, associandovi parole come “ottimismo”, “vivere con gioia”, “dedicare tempo a me stesso” e “essere consapevole”. Al contrario, i dubbi e le barriere espressi dai pazienti sono stati relativi all’avanzare dell’eta’ e alla difficolta’ nell’assumere un ruolo attivo nella promozione della propria qualita’ di vita. I risultati dimostrano come la partecipazione a un programma di sorveglianza attiva consenta ai pazienti di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla, motivandoli a scegliere uno stile di vita sano in maniera piu’ consapevole e autonoma, conclude l’Int.

Agenzia DIRE  www.dire.it

Visite: 34

Potrebbero interessarti anche...