SANITA’. SANTA LUCIA ROMA: ALZHEIMER, FARMACO MIGLIORA FUNZIONI COGNITIVE.

ERA COMUNEMENTE UTILIZZATO PER PAZIENTI CON MORBO DI PARKINSON (DIRE) Roma, 16 lug. “Un trial clinico svolto presso la Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma ha evidenziato gli effetti positivi della rotigotina, un farmaco comunemente utilizzato per pazienti con morbo di Parkinson, sulle funzioni cognitive in 94 pazienti con lieve o moderata malattia di Alzheimer. L’Alzheimer e’ una malattia che in Italia colpisce oltre 600mila persone e rappresenta circa il 60% delle oltre 1milione e 240mila diagnosi di demenza in Italia”. Cosi’ la struttura in una nota. “La rotigotina- si legge ancora- e’ un farmaco che agisce sulla trasmissione della dopamina nel cervello. Lo studio, intitolato Effects of Dopaminergic Therapy in Patients with Alzheimer’s Disease (Dopad) e’ stato condotto dal prof. Giacomo Koch, neurologo e Direttore del laboratorio di Neuropsicofisiologia Sperimentale della Fondazione Santa Lucia a Roma, in collaborazione con Alessandro Martorana, neurologo dell’Universita’ di Roma Tor Vergata”. “Gli attuali trattamenti per l’Alzheimer- spiegano- agiscono sul neurotrasmettitore acetilcolina, tuttavia, la ricerca preclinica, ha rilevato un ruolo chiave anche nel neurotrasmettitore dopamina. Recenti studi scientifici hanno mostrato come la dopamina agisca a livello dei lobi frontali del cervello migliorando le abilita’ cognitive di ragionamento, le cosiddette funzioni esecutive”. “Questo studio e’ un importante passo avanti nel mostrare come i pazienti con malattia di Alzheimer possono trarre beneficio dalle combinazioni di farmaci che migliorano le funzioni cerebrali interagendo con diversi sistemi di neurotrasmettitori- ha affermato il neurologo Giacomo Koch- e potrebbe aprire a nuove opzioni terapeutiche per ritardare l’insorgenza della demenza di Alzheimer incentrate sulla trasmissione dopaminergica in trattamento precoce, quando le funzioni cognitive correlate all’attivita’ del lobo frontale e le capacita’ di vita quotidiana dei pazienti sono solo lievemente compromesse”. “Sono tuttavia necessari ulteriori studi per determinare il ruolo potenziale della rotigotina nel trattamento dell’Alzheimer”, afferma Koch.

“I pazienti trattati con rotigotina in questo studio hanno riportato alcuni miglioramenti che sono molto importanti per le persone con Alzheimer”, ha dichiarato Howard Fillit, Medico e Direttore esecutivo e scientifico dell’Alzheimer Drug Discovery Foundation (Addf). “La rotigotina- prosegue la nota- ha migliorato le funzioni esecutive, che aiutano i pazienti in compiti cognitivi chiave, come il ragionamento, il giudizio, la memoria di lavoro e l’orientamento. Ha inoltre migliorato la loro capacita’ di svolgere le attivita’ quotidiane di routine come lo shopping, la pianificazione, l’igiene personale e l’alimentazione. Questo significa preservare la loro indipendenza piu’ a lungo e ridurre l’onere per gli operatori sanitari”. “L’Addf ha una lunga storia nel sostegno a studi che come questo riutilizzano i farmaci esistenti, perche’ possono accelerare la nostra capacita’ di trovare nuovi trattamenti per l’Alzheimer”, ha affermato Fillit. Per capire come la rotigotina influenza il funzionamento dei lobi frontali e le loro connessioni, sono state combinate diverse tecniche neurofisiologiche tra cui stimolazione magnetica transcranica, analisi di diagnostica per immagini ed elettroencefalogramma. Tramite queste tecniche e’ stato possibile rilevare che, ai miglioramenti osservati nelle funzioni cognitive, si accompagnava un incremento dell’attivita’ cerebrale del lobo frontale dovuta a una modulazione della trasmissione dopaminergica. Sicurezza e tossicita’ dei farmaci esistenti sono infatti gia’ testate, permettendo tempi di approvazione piu’ rapidi. “All’Addf- prosegue Fillit- ci concentriamo sul finanziamento di studi che mirano a nuove strade per la cura della malattia di Alzheimer. Tra questi, l’osservazione delle alterazioni della trasmissione dopaminergica e’ molto promettente”. “Dopad e’ stato uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che ha arruolato 94 pazienti di eta’ compresa tra 55 e 83 anni con malattia di Alzheimer da lieve a moderata. I pazienti sono stati assegnati a ricevere rotigotina 4 mg (Neupro, Ucb Pharma) o placebo attraverso un cerotto transdermico per 24 settimane, come terapia aggiuntiva al trattamento standard con un inibitore dell’acetilcolinesterasi”, conclude la nota.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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