SANITÀ. FIALS: REGIONE LAZIO VENDE OSPEDALE SAN GIACOMO A 1.900 EURO MQ.

(DIRE) Roma, 11 gen. – “Chissa’ con quali disquisizioni il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, apostrofera’ i cittadini che vorranno conoscere i motivi della messa in vendita dell’ex complesso ospedaliero del San Giacomo. Anche noi stiamo attendendo, con sincera preoccupazione ed evidente turbamento queste spiegazioni, visto che nei documenti preliminari stilati dalla Regione Lazio per avviare gli atti necessari all’alienazione del bene non c’e’ scritto alcunche’. È facile intuire che questa vendita sia improntata come ulteriore tentativo per il ripiano del deficit e che l’amministrazione, corra ai ripari per fare cassa, nonostante gli anni duri gia’ imposti alla sanita’ regionale che ha subito i tanti tagli ragionieristici a vari livelli. Con questo atto ai cittadini del tridente e della citta’ di Roma viene definitivamente chiusa ogni speranza di veder riaperto uno dei nosocomi piu’ antichi di storia della regione Lazio”. Cosi’ in un comunicato la Segreteria provinciale Fials di Roma che facendo riferimento alla determinazione n. G15035 del 22 novembre 2018 con tanto di schema di atto notarile e tenuta ben chiusa nei cassetti, desidera precisare quanto segue: “Certo e’ assai doloroso venire a conoscenza del fatto che dopo 11 anni dall’avvio del piano di rientra dal deficit un’amministrazione di centrosinistra abbia portato a termine quello che l’allora presidente del Lazio Piero Marrazzo e il Governo centrodestra non riuscirono o riuscirono solo in parte a mettere in pratica”, anche grazie alla dura opposizione della Fials, degli operatori della sanita’ e dei cittadini tutti.

“Il complesso ospedaliero del San Giacomo allora costo’ ben 15 milioni di ristrutturazione. Soldi gettati al vento, diciamo noi oltre a ulteriori 10 anni di canone a 140 mila euro annui, spese di vigilanza non quantificabili in questa sede. Oggi per il Lazio riuscire a intascare soltanto 61 milioni di euro ossia la quota che verra’ versata nelle casse erariali dagli acquirenti vale a nostro dire, ad un evidente affare in perdita. Al contempo i cittadini in questi anni, oltre ad aver pagato una percentuale di Irpef regionale superiore a tutte le altre 19 regioni italiane, aver subito una maggiorazione nel superticket farmaceutico e diagnostico hanno anche patito il taglio dei posti letto, la chiusura di ospedali, reparti e ambulatori nonche’ tollerato dolorosamente liste d’attesa fuori controllo. Duole assistere a questo ulteriore atto di vendita di gioielli appartenenti al Patrimonio della Collettivita’ senza conoscerne l’effettiva destinazione d’uso reale prossima futura. Ci indigneremmo fortemente se finisse nel patrimonio dei soliti privati che oggi si stanno acquisendo il patrimonio pubblico laziale in forte svendita. Vorremmo sapere dal governatore Zingaretti a chi giova questa vendita se alla stessa Regione Lazio che non ha portato nemmeno un pareggio delle perdite avute e perche’ mai la Regione ne guadagni solo 17 milioni a fronte di ulteriori 61 che non sappiamo che fine facciano e se saranno riutilizzabili per i futuri rinvestimenti nella sanita’ regionale.Senza contare che ne furono periziati 66: per cui considerando i 61 milioni per la superficie di 32 mila metri quadri andiamo a ottenere per l’incanto di Via del Corso una vera svendita in euro al metro quadrato di facile lettura ed intuizione da parte di tutti. Che dire? Rimaniamo basiti. Nelle ultime settimane il governatore ha dichiarato che il Lazio ricomprava ben 16 ospedali con un’operazione finanziaria finalizzata a ridurre i costi rimasti inevasi. In contemporanea sul complesso San Giacomo nemmeno una parola. Cosa significa allora- conclude la Fials– che per ripianare i debiti qualcuno potrebbe azzardare ed ipotizzare di vendere anche il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi e qualsivoglia altro monumento storico? Aspettiamo che la Regione risponda ai quesiti dei cittadini”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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