SANITÀ. DOMANI PRESIDIO IN REGIONE LAZIO: SIA PUBBLICA, GRATUITA E UNIVERSALE.

ALLE ORE 15 IN PIAZZA ODERICO DA PORDERNONE REALTÀ SOCIALI, MOVIMENTI E ATTIVISTE (DIRE) Roma, 25 giu. Massiccio piano di assunzioni a tempo indeterminato nella sanita’ pubblica; abolizione delle liste di attesa e dell’intramoenia; accesso universale alla sanita’ (no legge Renzi/Lupi articolo 5); potenziamento della medicina territoriale e domiciliare; consultori in ogni territorio senza limiti di eta’, genere, orientamento sessuale; una sanita’ pubblica unica, gratuita, universale, laica, umanizzata. Sono le rivendicazioni che saranno portate in piazza a Roma con lo slogan ‘La salute non e’ una merce’ da diverse realta’ sociali cittadine, movimenti, comitati di quartiere, centri sociali, coordinamenti di lavoratrici e lavoratori della sanita’ e attiviste per i consultori, venerdi’ 26 giugno alle ore 15 davanti alla sede della Regione Lazio (piazza Oderico da Pordenone). “Nonostante si faccia un gran parlare di Sanita’ pubblica e di incrementare l’assistenza territoriale- scrivono i promotori su Facebook- quello a cui stiamo assistendo e’ un proliferare senza limiti di strutture private che mettono sul mercato visite, prestazioni, trattamenti a pagamento facendo tesoro della paurosa carenza dei servizi pubblici. La situazione era gia’ drammatica prima della pandemia. Questi mesi di stop quasi completo di tutta quella sanita’ non legata al Covid costituiscono un ulteriore grave problema di salute che andrebbe affrontato con una capillare presenza di servizi pubblici sul territorio, la fine delle politiche delle convenzioni con i privati e con le cooperative, per arrivare a una gestione diretta di tutte le strutture con massicci piani di assunzioni e la fine del precariato dei lavoratori e delle lavoratrici del settore”. Continuano gli organizzatori: “La Regione Lazio, al pari delle altre regioni, non mostra alcun ripensamento sulle sciagurate politiche sanitarie degli ultimi decenni, anzi, si adopera affinche’ questa pandemia si trasformi in un’occasione per un gigantesco affare per gli speculatori dando la mazzata finale alla Sanita’ pubblica. Le liste d’attesa con tempi infiniti, l’affollamento dei Pronto Soccorso, la chiusura di presidi sanitari e posti letto, la pressoche’ assenza di Sanita’ territoriale, sono frutti di precise scelte politiche di cui la Regione Lazio e’ responsabile. Costituiscono le condizioni necessarie per favorire un mercato sanitario drogato dove il rischio per gli imprenditori e’ zero ed i profitti enormi”.

“Per le oltre 600mila prestazioni e visite inevase per l’emergenza Covid– sostengono- ci sono solo promesse fumose da parte regionale. Abbiamo anche assistito all’utilizzo strumentale dell’emergenza Covid per arrivare a chiudere alcuni consultori, i quali, come Via H. Spencer 282 e Casilina 711 non sono stati riaperti, generando accorpamenti con altri e ignorando la complessita’ dell’offerta sanitaria e sociale di questi spazi finalizzati alla prevenzione e ad una risposta pubblica, totalmente gratuita e laica ai bisogni/desideri delle donne, dei giovani e di tutte le libere soggettivita’. Un fiume di soldi verso i privati che si assicurano i profitti e scaricano i costi sul pubblico e sui pazienti. La salute diventa definitivamente e completamente una merce che e’ in vendita: c’e’ quella convenzionata, quella del welfare aziendale, quella delle assicurazioni, quella del privato sociale, quella del privato puro. Se ogni patologia diventa occasione di profitto perche’ fare prevenzione? Conquistare una Sanita’ pubblica, universale, gratuita, laica non sara’ ne’ semplice ne’ indolore e solo la costruzione di un movimento forte, ampio, diffuso potra’ permetterlo. Siamo solo all’inizio”, concludono. Aderiscono al presidio: Coordinamento Cittadino Sanita’; Movimenti per il Diritto all’Abitare; Coordinamento Assemblee delle Donne e Libere Soggettivita’ dei Consultori di Roma e del Lazio; Coordinamento Lavoratrici e Lavoratori Spallanzani; Coordinamento Lavoratrici e Lavoratori Policlinico; Comitato di Lotta Quadraro; Centro Sociale Ipo’ Marino; Comitato contro l’Inceneritore di Albano; Casale Alba 2; Frazione Anticapitalista; Comitato di Difesa della Costituzione XXII Municipio; Casa del Popolo ‘Giuseppe Tanas’; Attac; Roma Reti di Pace; Lavoratrici e lavoratori Appalti Asl Rm1.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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