SANITA’. CITTADINANZATTIVA LAZIO: VISITE AMBULATORIALI E SPECIALISTICHE, COSÌ NON VA.

ECCO 6 RICHIESTE ‘OPERATIVE’ ALLA REGIONE (DIRE) Roma, 9 lug. – “Il Report regionale sulle visite ambulatoriali e specialistiche nel Lazio disegna un quadro preoccupante circa l’accesso dei cittadini al servizio pubblico sanitario. Solo 6 Asl e Aziende ospedaliere su 17 hanno risposto alle nostre richieste”. Queste le dichiarazioni di Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio. “Nei primi giorni di giugno- spiega- abbiamo inviato richiesta alle Asl e Ao del Lazio circa le modalita’ di recupero, l’organizzazione del lavoro, i carichi pendenti. Il primo dato relativo al numero di risposte formali e’ avvilente: solo 6 su 17. Se a questo si associano casi emblematici raccolti in questa fase nei diversi territori e’ evidente che siamo molto preoccupati. Esistono poi differenze territoriali evidenti che necessitano di un confronto aperto, critico e partecipato. Per questo che da settembre Cittadinanzattiva Lazio organizzera’ in tutti i territori della nostra regione incontri pubblici sulla salute. Ma alla Regione chiediamo impegni formali molto precisi”.

Ecco le proposte di Cittadinanzattiva Lazio, alcune immediatamente operative e dai costi contenuti, altre oggettivamente piu’ sfidanti: 1. Esiste, rinnovato da quasi 12 mesi, l’Osservatorio regionale per il governo delle liste di attesa a livello regionale e aziendale. A livello regionale si e’ riunito una sola volta da settembre 2019. Cittadinanzattiva Lazio chiede che l’Osservatorio regionale per il governo delle liste di attesa venga convocato entro il 17 luglio; che i Verbali delle sedute dell’Osservatorio regionale e di quelli Aziendali siano resi pubblici entro 7 giorni dalla loro celebrazione. E che gli Osservatori aziendali inviino all’Osservatorio regionale entro il 14 luglio i dati in loro possesso per permettere un lavoro sinergico sul tema dell’accesso. I numeri che alcune Asl/Ao hanno riportato sono clamorosi. 2. Assumere personale sanitario in numero adeguato ai bisogni di salute (servono specialisti per le diverse branche della medicina, servono infermieri, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) in tempi certi con un chiaro cronoprogramma che venga rendicontato ogni tre mesi; 3. Recupero delle strutture dismesse di carattere sanitario per un piano straordinario di medicina territoriale, semiresidenziale e per eventuali ’emergenze’ sanitarie con il contestuale investimento sul rinnovo del ‘parco macchine’ e/o l’acquisto di macchinari quali Tac, Rm e Pet per le strutture pubbliche; 4. Su tre territori chiediamo che l’assessore alla Salute, la Commissione Salute della Regione Lazio e il Consiglio regionale aprano un confronto con tutte le realta’ associative, sindacali e mediche. E che questo percorso di ascolto sia guidato dal livello regionale. Le realta’ per le quali chiediamo un tavolo di confronto urgente sono quelle di Rieti, di Frosinone e della Asl Rm5. Non aggiungo nulla a quanto ormai da diversi anni diciamo su questi territori. Ma ora nessuno si scandalizzi per tale nettezza. Questa e’ solo il frutto della insipienza di molti amministratori. Niente altro. Cittadinanzattiva Lazio iniziera’ tale percorso di ascolto dei territori da settembre. Se la Regione Lazio vuole esserne parte e creare intorno a quello che oggi e’ un problema un percorso di opportunita’ di partecipazione civica e istituzionale e’ ben accetta. Ma con pari dignita’. 5. Che il metodo della partecipazione sia l’unico metodo per il coinvolgimento delle organizzazioni civiche e che questo sia elemento caratterizzante e qualificante (o sanzionatorio) verso le dirigenze di qualsiasi ufficio pubblico. Per questo motivo Cittadinanzattiva Lazio sta lavorando ad un testo di legge sulla partecipazione civica in sanita’ e sulla quale chiediamo impegno formale dell’assessore, della commissione Salute e del Consiglio regionale tutto; 6. Infine, ma non meno rilevante, chiediamo un impegno deciso e definitivo alla Regione Lazio circa le seguenti aree di intervento: rendere effettivi e ripetuti nel tempo i monitoraggi, le verifiche e le ispezioni nei territori riguardo l’applicazione delle norme regionali, delle strutture accreditate, dei servizi sociosanitari; le vicende legate ad esempio alle Rsa nel Lazio sono questioni su cui bisognera’ fare piena luce. Il tema del monitoraggio, della verifica e’ un dovere che spetta alle Asl in prima battuta e, in caso di inerzia, alla Regione Lazio. Nessuno si puo’ tirare fuori da questo percorso di verifica. Come Cittadinanzattiva Lazio, per spirito costruttivo abbiamo atteso a presentare esposto alla magistratura sulla gestione delle Rsa nel periodo Covid19. Ma, ora che i controlli stanno andando a chiudersi e che gli elementi di ‘visibilita” sono scemati, come organizzazione civica siamo pronti a procedere e a chiedere conto a tutti i soggetti coinvolti, pubblici o privati che siano. “Cittadinanzattiva Lazio aumentera’ il livello di interlocuzione con gli Ordini professionali sanitari, le associazioni di malati cronici e rari, le istituzioni locali e regionali come strategia, l’unica possibile, per ripensare il Servizio sanitario pubblico” ha concluso Elio Rosati.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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