SANITA’. CALDO ESTIVO E PROBLEMI CIRCOLATORI, I CONSIGLI DELL’ESPERTO.

L’INTERVISTA DELLA ‘DIRE’ AL CHIRURGO VASCOLARE FACCENNA (UMBERTO I ROMA) (DIRE) Roma, 1 ago.Il caldo che si registra nelle ultime settimane sta mettendo a dura prova molte persone, in buona parte donne, che lamentano diversi fastidi soprattutto legati al sistema circolatorio, come pesantezza e gonfiori agli arti inferiori. Per capire le strategie giuste per mettere ko afa e relativi problemi venosi, la Dire ha intervistato Federico Faccenna, chirurgo vascolare al Policlinico Umberto I di Roma. – Caldo e gambe pesanti, un fastidioso binomio che colpisce molte donne in estate. Quanti casi sono legati ad insufficienza venosa e quanti alle alte temperature? “L’insufficienza venosa colpisce molte donne con un rapporto di 3 a 1 rispetto agli uomini ma anche quest’ultimi lamentano dei fastidi. E’ importante comunque fare una distinzione tra chi soffre di insufficienza venosa e chi no. Perche’ la prima e’ dovuta ad un reflusso ed e’ una patologia che comporta un aumento della pressione del comparto venoso superficiale, e dunque un accumulo dei liquidi nei segmenti piu’ distanti soprattutto a livello di gambe e caviglie. Esiste una consistente fetta di popolazione che lamenta sintomi simili a quelli dell’insufficenza venosa, come senso di tensione e pesantezza e dolore alle gambe anche in assenza di una malattia venosa. Questo puo’ essere legato sia ad una piu’ bassa soglia del dolore che hanno certi individui ma anche imputabile ad una permeabilita’ del distretto capillare periferico. Altre persone poi hanno la propensione ad accumulare liquidi nel comparto interstiziale, che in alcuni casi vengono drenati in maniera insufficiente dal sistema linfatico. Anche una cattiva circolazione linfatica comporta ristagno di liquidi accumulati durante il giorno che con difficolta’ riguadagnano la strada del circolo sistemico”.

Continua l’intervista della Dire a Federico Faccenna, chirurgo vascolare al Policlinico Umberto I di Roma: – Al sorgere di quali segnali e’ d’obbligo recarsi dallo specialista? “Occorre farsi visitare quando i sintomi citati prima non sono transitori ma perdurano nel tempo e a volte si presentano anche indifferentemente dagli stimoli esterni. La pesantezza delle gambe spesso si associa a prurito, arrossamento cutaneo o alla comparsa di vene varicose anche superficiali, in gergo chiamate capillari. In questi casi occorre sottoporsi ad una visita specialistica ed eseguire esami, come l’ecocolordoppler a ultrasuoni, che aiutano a fare chiarezza su quale sia l’origine del disturbo e quindi trovare la cura piu’ adatta”. – Per chi soffre di vene e vasi capillari quali sono gli accorgimenti da seguire? “In questo caso bisogna fare una distinzione precisa tra chi soffre di insufficienza venosa cronica e chi no. Nelle forme sintomatiche non legate ad insufficienza venosa cronica la cosa piu’ importante da fare, in questi giorni di intensa calura, e’ sfuggire al caldo o almeno contrastarlo. In citta’ bisogna evitare di uscire nelle ore piu’ calde e approfittare di luoghi climatizzati, quando possibile. La sera, quando si torna a casa, e’ importante lavare le gambe sotto la doccia fredda ripetutamente e puo’ essere d’aiuto fare un pediluvio con acqua e sale o olii essenziali rinfrescanti. Per chi e’ in citta’ e’ importante praticare sport acquatici e fare tutto cio’ che sia movimento in acqua, poiche’ contribuisce non solo a combattere il caldo, evitando la vasodilatazione indotta dal calore, ma anche a facilitare il ritorno venoso. Per chi e’ al mare e’ consigliato passeggiare in acqua oppure sul bagnasciuga. In montagna alternare lunghe camminate a percorsi kneipp, bagno turco e massaggi drenanti in spa. Tutto questo naturalmente deve essere accompagnato da una adeguata idratazione, perche’ disperdendo molti liquidi con il sudore e’ importante reintegrarli bevendo due litri e mezzo di acqua al giorno. Via libera all’assunzione di alimenti ricchi di acqua e sali minerali come la verdura e la frutta ricca di sostanze flebotoniche come il mirtillo, kiwi, il pompelmo e l’ananas ricco di bromelina. Tutti questi accorgimenti possono aiutare chi soffre di questi problemi. Nel caso di malattia cronica pero’ non c’e’ nulla che possa sostituire l’uso della calza elastica.

Si conclude l’intervista della Dire a Federico Faccenna, chirurgo vascolare al Policlinico Umberto I di Roma: – E’ noto come un adeguato stile di vita aiuti molto a contrastare il problema. Tre consigli principali che si sente di dare? “Innanzitutto se il fastidio e’ insopportabile e si lavora dove c’e’ l’aria condizionata, e’ importante indossare anche solo un gambaletto elastocompressivo con una gradazione di 15-20 millimetri di mercurio, da rimuovere magari a fine giornata. Come secondo consiglio bisogna evitare di stare troppo fermi o in piedi. Per chi fa un lavoro sedentario al computer e’ bene alzarsi ogni tanto e passeggiare anche per breve tempo per favorire un ritorno venoso. Per la stessa ragione, un ulteriore stratagemma quando si e’ seduti al pc, alzare le gambe ed evitare di accavallarle. Inoltre la scelta deve essere sempre orientata verso calzature fresche e comode ed evitare i tacchi alti. Quando si torna a casa e magari si vede la tv o ci si dedica alla lettura e’ buona norma mettere le gambe su un puf o sul divano stesso in modo da tenerle piu’ in alto del piano del bacino. Stessa cosa andrebbe fatta la notte posizionando un cuscino o uno spessore sotto il materasso per tenere i piedi in alto in modo che i liquidi che si sono accumulati durante il giorno nelle gambe possano riguadagnare piu’ facilmente la strada del circolo sistemico”. – Moltissimi gli integratori in commercio, secondo lei contribuiscono realmente a mitigare il problema? “Esiste un mondo di prodotti nutraceutici con concetrati di sostanze che hanno un effetto flebotonico come la centella asiatica, l’ippocastano, il meliloto, il mirtillo, il rusco e tanti altri. Ci sono tante sostanze commercializzate sotto forma di compresse o bustine che in caso di gambe gonfie o pesanti possono aiutare a ridurre i fastidi di circolazione legati al caldo estivo se associati ad una corretta idratazione e a quegli accorgimenti cosidetti della nonna. Diverso nel caso dell’insufficienza venosa in quel caso gli integratori non possono sostituire l’elastocompressione o nei casi in cui serve la chirurgia”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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