SANITA’. AVITABILE: MIGLIORANO CURE PER RETINOPATIA DIABETICA.

“GRAZIE A FARMACI A LENTO RILASCIO” (DIRE) Roma, 20 giu. – Lo stile di vita sedentario, l’urbanizzazione, l’aumento della durata media della vita e dell’obesita’. Questi fattori, decisivi nello sviluppo del diabete, stanno rendendo questa malattia sempre piu’ diffusa. Tanto che gli esperti hanno lanciato un allarme sociale. “Da quando mi sono laureato, nel 1982, a oggi, i numeri dei malati di diabete sono quadruplicati, e quando andro’ in pensione, nel 2027, saranno 7 volte di piu’, una vera e propria pandemia” ha dichiarato, all’agenzia di stampa Dire, Teresio Avitabile, segretario della Societa’ Oftalmologica Italiana, a margine del XIII congresso Sigla, ospitato dal 15 al 17 giugno presso l’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “Sono milioni i pazienti affetti da questa patologia- ha continuato- pazienti con un’aspettativa di vita molto piu’ lunga rispetto al passato perche’ le terapie sistemiche sono migliorate, e dal momento che i malati vivono piu’ a lungo aumentano percentualmente anche le complicanze. Quella che piu’ ci interessa come oculisti e’ la retinopatia diabetica”. La retinopatia diabetica (Rd), infatti, nei paesi industrializzati e’ la prima causa di cecita’ in soggetti in eta’ lavorativa al di sotto dei 65 anni. I sintomi piu’ comuni consistono in una visione offuscata e distorta, chiamata metamorfopsia, macchie nere nel campo visivo centrale, chiamate scotomi, oltre a una riduzione progressiva dell’acuita’ visiva. La prevalenza della retinopatia e’ maggiore nei diabetici di tipo 1 rispetto al tipo 2 e varia in relazione alla durata del diabete, al controllo glicometabolico, alla pressione arteriosa e al livello ematico di colesterolo e lipidi. La retinopatia diabetica origina da un’alterazione del microcircolo secondaria al danno cronico derivante dall’iperglicemia. Si divide principalmente in due forme: una meno grave chiamata non proliferante e una piu’ invalidante chiamata proliferante. Nella retinopatia diabetica non proliferante sono identificabili diversi tipi di lesioni, fra cui i microaneurismi, dilatazioni terminali di piccoli vasi sanguigni, le emorragie retiniche, gli essudati duri, materiale lipidico che trasuda dai vasi retinici con alterata permeabilita’ e si accumula nello spessore della retina e i noduli cotonosi, aree di infarto delle fibre nervose retiniche. Nella retinopatia diabetica proliferante, a seguito di uno stimolo ischemico, con conseguente mancata ossigenazione della retina, si apprezza la crescita di nuovi vasi sanguigni patologici, i neovasi. Tali neovasi sono caratterizzati da una struttura anomala, piu’ fragile, che ne predispone la rottura, determinando un versamento emorragico in cavita’ vitrea, l’emovitreo, e portando cosi’ ad una invalidante perdita della vista. Nella forma proliferante di Rd si possono sviluppare aderenze patologiche tra la retina e il vitreocon trazioni sulla retina stessa e rischio di distacco di retina di tipo trazionale. “In passato avevamo una sola arma sul piano terapeutico che era la laserterapia- ha detto ancora Avitabile- da un decennio e’ cambiata la storia, perche’ sono arrivati i farmaci endovetriali, cioe’ iniezioni all’interno del bulbo oculare. Prima gli anti Vegf (Vascular endothelial growth factor) poi sono arrivati i cortisonici, soprattutto quelli a lento rilascio, tra i quali un farmaco disponibile da poco in Italia caratterizzato da un cilindro precaricato, che ha una durata di 3 anni”. I pazienti prima dell’arrivo di questo farmaco erano costretti a fare una puntura al mese, una condizione che favoriva l’abbandono del percorso terapeutico, come ha sottolineato alla Dire il dottor Avitabile. Ora grazie a farmaci a lunga durata si alleviano le sofferenze dei pazienti e diventa piu’ semplice il lavoro dei medici. Una temuta complicanza della retinopatia diabetica e’ la formazione dell’edema maculare diabetico, Emd, una malattia oculare invalidante, che determina una progressiva riduzione della vista e che puo’ anche condurre alla cecita’. Puo’ insorgere sia nella forma proliferante che in quella non proliferante. L’Emd e’ determinato dall’accumulo di liquido nella regione centrale della retina, la macula, sede della visione distinta, ed e’ causato dalla permeabilita’ aumentata dei piccoli vasi. Circa il 40% dei pazienti con l’edema maculare diabetico che non rispondono in misura sufficiente ai trattamenti di prima linea, come il laser e la terapia con anti Vegf, possono essere trattati con con cortisonici intravitreali e adesso anche con un nuovo farmaco a lento rilascio che consente un’iniezione ogni tre anni.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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