Salvini, Meloni e Tajani: “Pronti a collaborare con il Governo, ma servono 30 miliardi”.

di Nicola Perrone

L’editoriale del direttore Nico Perrone.

ROMA – Alla fine il leader della Lega si è arreso. Almeno per il momento. Di fronte all’appello del Capo dello Stato alle forze politiche, ad essere responsabili e unite di fronte all’epidemia, Matteo Salvini ha chiesto un incontro al presidente del Consiglio e si è presentato con Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia e Antonio Tajani di Forza Italia per offrire appoggio al Governo sulle misure da adottare per arginare il contagio e superare la crisi che sta mettendo in ginocchio il Paese. Stasera il Consiglio dei ministri darà il via libera al decreto che stanzia altri 7,6 miliardi frutto dello sforamento del debito concordato con l’Unione europea. Pochi soldi per la ‘Triplice’, che ha rilanciato chiedendone almeno 30, di miliardi. Un aiuto però solo per battere il coronavirus e non bloccare il Paese. Meloni, infatti, ha spinto gli altri due a mettere nero su bianco che «l’ipotesi di un Governo di unità nazionale non è in campo, vogliamo solo dare una mano con delle proposte». Quanto durerà la tregua? A Salvini non sono sfuggiti gli ultimi sondaggi che mostrano una flessione dei consensi alla Lega. Il 62% degli italiani giudica molto seriamente l’allarme coronavirus, concorda con le misure del Governo e non sopporta chi, invece, pensa solo alla propria bottega elettorale. Tra le novità della giornata politica il via libera del M5S all’alleanza con il Pd in Liguria. Anche in Campania, dove si è detto disponibile il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, alla fine si arriverà all’accordo con i Dem. A quel punto saranno guai soprattutto in casa di Salvini, con lo stop al suo progetto di costruire una Lega nazionale. Oltre allo scontato Veneto di Luca Zaia, infatti, Salvini si ritroverà solo con la sua candidata presidente in Toscana. Visto quanto accaduto in Emilia-Romagna, è probabile che si ribecchi una nuova sconfitta. In Campania per il centrodestra corre Caldoro di Forza Italia, mentre per Fratelli d’Italia c’è Fitto in Puglia e Acquaroli nelle Marche. Tirate le somme, Salvini si ritroverà, di fatto, di nuovo con una Lega nord. Non sarà facile per lui mantenersi saldo alla guida, anche perché il voto anticipato che lui fortissimamente vuole è sparito dall’orizzonte. Il Governo ha rimandato, causa epidemia, il referendum sul taglio dei parlamentari che doveva svolgersi a fine marzo. Si farà a fine maggio? In quel caso l’estate se ne andrà per risistemare i collegi, adeguare la Costituzione nelle parti dove si parla del numero della rappresentanza parlamentare, varare la nuova legge elettorale. Da ottobre si parlerà solo di legge di bilancio mentre da giugno 2021 scatterà il semestre bianco che impedisce lo scioglimento in vista dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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