SALUTE. DONATO (AIRO): RADIOTERAPIA, RISULTATI IMPORTANTI PER METTERE KO TUMORE.

 

CENSIMENTO SU CENTRI RADIOTERAPIA POSITIVO, APPARECCHIATURE DATATE AL SUD

Roma – La radioterapia nel nostro Paese non ha nulla da invidiare a quella delle altre nazioni europee. Il censimento annuale condotto da AIRO, l’Associazione Italiana di Radioterapia ed Oncologia clinica e presentato questa mattina nell’incontro ‘I numeri della radioterapia in Italia’ restituisce un’immagine del nostro Paese positiva eccetto alcune disomogeneita’ piu’ spiccate al Sud. A margine dell’evento l’agenzia di stampa Dire ha approfondito l’argomento con il Professor Vittorio Donato, direttore del Dipartimento Oncologia e Medicine Specialistiche, Direttore Divisione Radioterapia, AO San Camillo Forlanini di Roma e Presidente dell’Associazione Italiana radioterapia e oncologia clinica (Airo).

Il radioterapista ha assunto un ruolo sempre piu’ centrale nella
lotta al cancro. In che modo la vostra professione si e’ evoluta
visto anche che la radioterapia e’ indicata nel trattamento del
60% dei casi di tumore?

“L’impressionante aggiornamento tecnologico degli ultimi anni ha
permesso l’utilizzo delle radiazioni ionizzanti sempre piu’ preciso e accurato. Per questo riusciamo a colpire direttamente il tumore oggi molto meglio di 20 anni fa e senza creare ulteriori problemi e complicanze importanti. E’ come se si trattasse di un intervento chirurgico senza bisturi. Per questo riusciamo a porre in atto trattamenti sempre piu’ sofisticati e molto piu’ concentrati di prima”

Come associazione avete condotto un censimento presentato questa mattina, una vera e propria mappatura dei centri di radioterapia in Italia. Cosa e’ emerso?
“La nostra Associazione ha promosso questo censimento. Uno studio interessante che ha evidenziato, a livello nazionale, che il
numero dei apparecchi nei centri di radioterapia sostanzialmente
e’ in linea con l’Europa eccetto che nel Sud-Italia. Quello che
e’ emerso, in modo a mio avviso drammatico, e’ che piu’ del 40%
di questi apparecchi presenti sul territorio nazionale hanno un
eta’ maggiore di 10 anni e 12 anni. Parliamo in certi casi di
apparecchi vetusti perche’ in 12 anni la tecnologia si e’ evoluta
notevolmente. Le tecniche oggi sono profondamente diverse
rispetto a quelle di un tempo. Tra l’altro dotarsi di nuovi macchinari e’ un investimento visto che sono sottoposti a radioterapia un gran numero di pazienti per cui da un punto di vista economico e’ addirittura vantaggioso. La radioterapia puo’ essere effettuata su pazienti di tutte le eta’ eccetto i bambini piccoli e in tutte le situazioni tumorali sia per cura che per il sintomo-dolore. L’applicazione dunque e’ vasta. In tutto il mondo l’attenzione verso la radioterapia e’ alta perche’ un trattamento efficace che puo’ essere associato anche ad altre terapie con la chemioterapia e la chirurgia stessa. Insomma con la radioterapia possiamo ottenere risultati importanti”.

Il Covid-19 ci ha insegnato che la sanita’ pubblica non e’ un
costo ma un investimento. Se la radioterapia ricevesse maggiori
risorse lei dove le allocherebbe?

“Per noi l’esperienza Covid che e’ stata una emergenza nazionale
e’ stata importante. Come Airo abbiamo promosso una survey a
livello nazionale con tutti i centri di radioterapia sul territorio nazionale che hanno lavorato in tutto del periodo della pandemia. I risultati sono stati pubblicati su una prestigiosa rivista internazionale. E’ emerso che la radioterapia nell’emergenza non si e’ fermata nemmeno nelle zone rosse della Lombardia. Il servizio ai pazienti e’ stato prestato regolarmente anche quando gli ospedali erano stati necessariamente stravolti per accogliere i pazienti Covid. Quindi e’ stato offerto a tutti i pazienti oncologici il regolare accesso a tutti gli apparecchi radioterapici e questo e’ un orgoglio per me come Presidente nazionale di questa associazione. Vorrei dire ai nostri pazienti che tutti i percorsi erano attivi. Per tornare alla sua domanda
sulle risorse. Quando noi dobbiamo concentrare in poche sedute il
miglior trattamento la tecnologia gioca un ruolo fondamentale
quindi se avessi maggiori fondi li destinerei all’acquisto di
apparecchiature moderne che ci consentirebbero di offrite
trattamenti migliori e piu’ concentrati. L’aggiornamento di tutte
le apparecchiature sul territorio italiano sicuramente e’ il
nostro primo obiettivo. La lotta al tumore si puo’ vincere solo
con l’aiuto di tutti.
 Pensare allora che una disciplina giochi un
ruolo piu’ importante di altre non ci porta da nessuna parte.
Nella mia lunga esperienza ho potuto appurare che quando tutte le
terapie convergono verso un unico scopo si conseguono i risultati
migliori. Il mio messaggio e’ che ci deve essere un team davvero
multidisciplinare 
e cioe’ che tutti i professionisti che
‘lavorano’ su quel paziente possano dire la loro. Il paziente
deve essere posto al centro di un percorso di cura condiviso da
tutti gli esperti. I team multidisciplinari sono la base per vincere la lotta contro il cancro”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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