Roma: TEATRO OLIMPICO dal 22 ottobre all’8 novembre, CARMEN di Georges Bizet secondo L’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO.

CarmenHPTEATRO OLIMPICO dal 22 ottobre all’8 novembre

Accademia Filarmonica Romana, Teatro Olimpico e Vagabundos

presentano

CARMEN di Georges Bizet

secondo L’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO

prima rappresentazione assoluta

nuovo allestimento ispirato alla “Carmen secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio”

prodotta da Les Nuit de Fourvière, Lione 2013

Dalla salsa al flamenco, dalla tecno alla lirica, dal blues al tango, fino alle esotiche sonorità arabe e africane, e al reggae della cantante pugliese Mama Marjas nei panni della protagonista dell’opera – la multietnica Orchestra di Piazza Vittorio reinterpreta una delle più celebri opere di tutti i tempi, dando vita a una coloratissima e personalissima Carmen.

Giovedì 22 ottobre al Teatro Olimpico (ore 21) debutta la prima assoluta del nuovo allestimento della Carmen di Bizet secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio, una nuova produzione che vede impegnate Accademia Filarmonica Romana, Teatro Olimpico e Vagabundos e che sarà in scena al teatro capitolino fino all’8 novembre. Lo spettacolo aprirà ufficialmente la stagione n. 195 della Filarmonica Romana.

Dopo lo straordinario successo del Flauto magico mozartiano, divenuto ormai un cult con oltre 150 repliche in Italia e in Europa, l’Orchestra di Piazza Vittorio si misura con una delle più celebri opere di tutti i tempi, simbolo dell’amore travolgente e passionale, presentata in una riscrittura romantica e ‘sognatrice’, un mosaico di ritmi e stili musicali, un affresco di lingue, atmosfere e musiche liberamente fuse secondo il marchio che contraddistingue questa straordinaria orchestra, composta da eccellenti musicisti provenienti da ogni parte del mondo.

Dalla salsa al flamenco, dalla tecno alla lirica, dal blues al tango, fino al reggae e alle esotiche sonorità arabe, indiane e africane. Un viaggio che va dalla Francia alla Spagna, dalla Tunisia al Senegal, dal Brasile all’antica Persia. “La Carmen è un opéra-comique, ispirata dalla musica popolare gitana – racconta Mario Tronco direttore artistico dell’Orchestra e regista dell’opera -. Il nostro lavoro tende ad esaltare le zone della partitura di forte ispirazione popolare. Con Leandro Piccioni cerchiamo di mettere a nudo la composizione, renderla il più semplice possibile per capire dove si trova il centro dell’emozione. La semplicità della melodia spogliata ti avvicina idealmente al momento in cui l’autore l’ha composta. Questa è la parte più interessante del nostro lavoro, o almeno, quella che noi amiamo di più”.

A dirigere la coloratissima Orchestra di Piazza Vittorio sarà Leandro Piccioni, mentre protagonista di quest’avventura sarà una libera, stravagante e affascinante Carmen interpretata da una eccezionale Mama Marjas artista pugliese, classe 1986, vero e proprio talento naturale radicata nella cultura del reggae ma capace di destreggiarsi con altrettanta bravura tra stili e linguaggi diversi, dialogando dai 99 Posse a Paolo Fresu. Alla sua prima collaborazione con l’Orchestra di Piazza Vittorio, Mama Marjas e la sua personalissima Carmen si confronteranno con i caldi ritmi brasiliani di un Don José impersonato da Evandro Dos Reis, l’intrigante torero Escamillo (il tunisino Houcine Ataa interprete di ammalianti melodie arabe) e con una Micaëla interpretata da Elsa Birgé, artista a tutto tondo, cantante e trapezista francese. Le scene sono di Lino Fiorito, già autore delle scene del Flauto magico che ha lanciato l’Orchestra nel 2009, nonché collaboratore di alcuni film di Sorrentino. Sul palco anche la danza con le coreografie di Giorgio Rossi, fra i fondatori di Sosta Palmizi, artista versatile, dalla grande inventiva e immaginazione.

La trama racconta di una coloratissima e gioiosa carovana di migranti e contrabbandieri che giunge alle porte di Siviglia esibendosi in balli e canti popolari, sotto gli occhi di un gruppo di sfaccendati soldati che fingono di mantenere l’ordine. Tra questa gente vive una stravagante e sensuale gitana Carmen. José, un giovane e pacifico soldato di origine brasiliana, ammaliato dalla sua bellezza se ne innamora perdutamente e per lei prima diserta, poi offuscato dalla gelosia affronta in duello Escamillo, un equivoco ma affascinante torero arabo. José arriverà fino alla dannazione per conquistare la zingara, spezzando il cuore di Micaela, la giovane e dolce infermiera che accudisce la madre e che avrebbe dovuto sposare, ma Carmen, pur amandolo, non sarà disposta a perdere la sua libertà, neanche se questo significherà morire. Specchio dei protagonisti è una coppia di fidanzatini che, in cerca di un posto tranquillo dove fare l’amore, si apparta sulle mura di cinta della città e da qui inizia ad osservare la chiassosa carovana accampata di sotto. La fidanzatina riconosce in quella gente qualcosa di familiare (forse anche lei è arrivata in quella città come loro) e scena dopo scena – nel ripercorrere la storia della Carmen di Bizet – la giovane coppia, quasi vittima di un incantesimo, finirà per identificarsi completamente con i personaggi…

Il nuovo allestimento – una produzione di Accademia Filarmonica Romana, Teatro Olimpico e Vagabundos – è in prima rappresentazione assoluta, ispirato alla “Carmen secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio” prodotta da Les Nuits de Fourvière a Lione nel 2013.

Accompagnato da una fantasia sfrenata, lo spettacolo è incantevole, barocco nel suo collage di suoni e atmosfere, ma sempre fedele alla storia originale” (Libération), Una Carmen di Bizet delirante e colorata, suonata alla maniera dei nomadi Gitani, dei Tourareg, di Bollywood, dei jazzmen, e infine di tutte le culture che le frontiere non potrebbero contenere” (Le Monde). Queste alcune recensioni apparse nel 2013 su i più autorevoli quotidiani francesi dello spettacolo prodotto da Les Nuit de Fourvière e da cui è tratto il nuovo allestimento e la nuova elaborazione musicale creata per la prima assoluta del Teatro Olimpico. Un debutto che saprà conquistare un pubblico di tutte le età, pur diverso nella formazione musicale e culturale, come ama scommettere fin dalla sua nascita la multietnica Orchestra di Piazza Vittorio.

Orari spettacolo: tutti i giorni ore 21, domenica ore 18, lunedì riposo.

Biglietti: da 20 a 35 euro (+ diritto di prevendita). Junior 4-14 anni 15,50 €

Info: www.filarmonicaromana.org / www.teatroolimpico.it

Ufficio stampa Accademia Filarmonica Romana:

Sara Ciccarelli, email: uff.stampa@filarmonicaromana.org

Ufficio stampa Teatro Olimpico

Sara Maccheroni, tel. 06.32659921, – email: press@teatroolimpico.it

Locandina:

TEATRO OLIMPICO

da giovedì 22 ottobre a domenica 8 novembre 2015

(tutti i giorni ore 21, domenica ore 18, lunedì riposo)

CARMEN di Georges Bizet

secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio

prima assoluta nel nuovo allestimento ispirato alla “Carmen secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio” prodotta da Les Nuits de Fourvière, Lione 2013

una coproduzione Accademia Filarmonica Romana, Teatro Olimpico, Vagabundos

Carmen Mama Marjas

Don José Evandro Dos Reis

Micaëla Elsa Birgé

Due fidanzatini Hersjana Matmuja, Dario Ciotoli

Escamillo Houcine Ataa

Zuniga Carlos Paz Duque

Il Dancairo, tromba Omar Lopez Valle

Lillas Pastia, djembe, dum dum El Hadji Yeri Samb

Il Remendado, batteria Ernesto Lopez Maturell

Basso e synth Pino Pecorelli

Percussioni Raul Scebba

Oud Ziad Trabelsi

Cymbalum Marian Serban

Chitarre Emanuele Bultrini

Fisarmonica Saria Convertino

Violino Ion Stanescu

Violoncello Kyung Mi Lee

Manuelita Ashai Lombardo Arop

Danzatori Ovidiu Toti, Adam Jozsef

Mario Tronco direzione artistica e regia

Leandro Piccioni direttore musicale e tastiere

Leandro Piccioni e Mario Tronco elaborazione musicale e arrangiamenti

Pino Pecorelli collaborazione agli arrangiamenti

Serge Valletti adattamento libretto

Lino Fiorito scenografia e immagini grafiche

Giorgio Rossi coreografia e movimenti scenici

Katia Marcanio costumi

Federica Soranzio aiuto regia

Daniele Davino light designer

Angelo Longo ingegnere del suono

Luciano Gori datore luci

Enrico Schiavoni backliner

Si ringraziano Iaia Forte e Roberto De Francesco per aver prestato la loro voce e il loro talento.

Biografie: 

Mario Tronco regista

Pianista e tastierista, è autore della Piccola Orchestra Avion Travel, con cui ha scritto otto dischi pubblicati con Sugar dal 1992 al 2009, partecipando e vincendo il Festival di Sanremo nel 2000, con il brano Sentimento. Nel 2002 fonda, insieme ad Agostino Ferrente, l’Orchestra di Piazza Vittorio, di cui è direttore artistico. Si tratta della prima orchestra multietnica che ha creato posti di lavoro e relativi permessi di soggiorno per eccellenti musicisti provenienti da tutto il mondo. Ha diretto l’Orchestra in numerosi concerti e negli spettacoli Il flauto magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio (che ha debuttato nel 2009 per Romaeuropa Festival e da allora è stato replicato nei più importanti teatri europei) e il Giro del mondo in 80 minuti.

Leandro Piccioni direttore musicale

Compositore, pianista e direttore. Deve alla sua poliedricità la ormai decennale collaborazione, dopo la Piccola Orchestra Avion Travel, con l’Orchestra di Piazza Vittorio per la quale ha scritto, con Mario Tronco, Il flauto magico e Carmen.

E’ pianista e tastierista solista di Ennio Morricone, con il quale ha svolto tour di concerti in tutto il mondo. Collabora come pianista/compositore con il Quartetto Pessoa con proposte musicali che vanno dal classico al pop e al jazz e soprattutto alla musica per film. Ha diretto varie orchestre, fra cui Roma Sinfonietta in occasione del concerto di Bruce Springsteen nel 2013, all’Ippodromo Capannelle di Roma. Ha inoltre collaborato con Carmelo Bene per la Biennale di Venezia del 1989 e per Pentesilea al Teatro Olimpico di Roma nel 1990.

Lino Fiorito scenografo

Pittore, scenografo di teatro e di cinema, Lino Fiorito è una figura unica nel panorama artistico italiano. Attivo fin dagli anni Ottanta ha sviluppato una pratica trasversale dei mezzi espressivi legati alla visione, una vera e propria traversata dello sguardo. La sua collaborazione col teatro inizia con Falso Movimento e continua con Teatri Uniti, con collaborazioni, fra le tante, con Mario Martone e Toni Servillo. L’apertura al teatro si è espressa, pero, anche in collaborazioni diverse, come la straordinaria edizione del Flauto magico realizzata dall’Orchestra di Piazza Vittorio. Importanti anche le collaborazioni nel cinema, fra cui si segnala quella con Paolo Sorrentino per i film L’uomo in più, Le conseguenze dell’amore, L’amico di famiglia, Il Divo.

Giorgio Rossi coreografo

All’età di quattro anni vedendo il clown svizzero Dimitri esibirsi nel surreale tempo della scena, ha capito che il teatro era la sua vita. Deve la sua fortuna artistica all’aver potuto assistere ai lavori di grandi maestri (Kantor, Brook, Bausch, Carlson…) e‚ con alcuni‚ ha imparato l’arte scenica‚ sia come allievo che come interprete. Nel 1984 è cofondatore di Sosta Palmizi, sigla sotto la quale hanno lavorato oltre 400 danzatori.

In questi anni collabora con artisti di altri campi, come Andrea Pazienza, Paolo Fresu, Bernardo Bertolucci, Terry Guilliam, Stefano Benni, Paola Turci, David Riondino, Paolo Rossi, Banda Osiris, Danilo Rea, Jovanotti, Avion Travel, Arnoldo Foa, Gianluigi Trovesi, Michele Rabbia, Marco Baliani, Fabio De Luigi, Max Gazze e tanti altri.

ARTISTI OSPITI DELL’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO

Mama Marjas Carmen

E’ un talento naturale, giovane ma molto sicura di se, radicata nella cultura del reggae ma allo stesso tempo versatile con una solida cultura musicale; domina i palchi ed i sound system con semplicità, estende la voce tra stili e linguaggi diversi.

Nel 2014 ha collaborato con i 99 Posse alla riedizione della storica hit Curre Curre Vuagliò. Nel 2013 collabora con Clementino nel pezzo Rovine. Si e più volte esibita in diversi Club londinesi, ha fatto tappa anche a Miami, a Los Angeles, in Grecia, in Ungheria e in Repubblica Ceca. Ha suonato nei migliori Club italiani: Alcatraz (Milano), Hiroshima (Torino), Extragon (Bologna), Flog (Firenze), Auditorium Parco della Musica (Roma).

Evandro Dos Reis Don José

Cantante, compositore e multistrumentista, Evandro Dos Reis ha pubblicato nel 2003 il disco Evandro Reis con Giacomo Bondi; nel 2005 ha suonato con Jovanotti al Live8 e nello stesso anno ha iniziato la sua avventura con l’Orchestra di Piazza Vittorio, durante le registrazioni del disco Sona. Con L’Orchestra ha suonato nel Flauto magico e nel disco L’isola di legno.

Elsa Birgé Micaëla

Nasce da una famiglia di musicisti, si appassiona al canto già da bambina. Parallelamente, a otto anni, si forma alla Scuola nazionale di circo “A. Fratellini”. Diventa una trapezista e viaggia con “Le vrai-faux mariage de la caravane passe” (Cabaret Sauvage, Bataclan, con tournée in Francia ed Europa). Nel 2010 realizza Fille de la mar, spettacolo di circo e musica, nel 2012 Comment ça va sur la terre? Concerto poetico per piccoli e grandi con Linda Edsjo e Michele Buirette. Perfeziona la sua tecnica vocale con Martina A. Catella (Les Glotte-Trotters) in canto tradizionale del mondo.

Hersjana Matmuja Fidanzatina

Cantante lirica di origine albanese, vincitrice nel 2013 del Festival nazionale della canzone albanese “Festivali i Kenges”, ha rappresentato il suo paese all’Eurovision Song Contest a Copenhagen (2014) evento che le ha dato fama internazionale.

Diplomata in canto lirico con il massimo dei voti al Conservatorio “Jordan Misja” di Tirana, ha continuato gli studi presso l’Accademia della stessa città e a Roma, dove si è diplomata con il massimo dei voti presso il Conservatorio Santa Cecilia, e dove sta seguendo l’ultimo anno del biennio superiore. Ha eseguito numerosi concerti nei principali teatri romani; si è inoltre esibita a Cracovia, Monaco di Baviera e in Libano. In televisione è stata ospite a RaiDue e per le tv nazionali di Malta, Montenegro e Ungheria.

Dario Ciotoli Fidanzatino

Diplomato con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Latina, si è perfezionato con i corsi dell’Opera Studio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretti da Renata Scotto, Anna Vandi e Cesare Scarton. Ha interpretato fra i vari ruoli Escamillo nella Carmen di Bizet per la Fondazione Verdi di Milano, il Duka in Una diVino commedia di Bacalov; al Teatro dell’Opera di Roma è stato il Lacche della Contessa ne Il naso di Šostakovič (regia di Peter Stein) e per la Filarmonica Romana il Prete nell’opera Fadwa di Dimitri Scarlato in prima assoluta.

Ha inoltre cantato nelle produzioni liriche del Teatro La Fenice di Venezia, Accademia di Santa Cecilia diretto da direttori quali Gabriele Ferro, Omer Meir Wellber, Marco Angius, Kent Nagano, con i registi Calixto Bieito, Henning Brockhaus.

L’Orchestra di Piazza Vittorio

Nata nel 2002 l’Orchestra di Piazza Vittorio è sostenuta da artisti, intellettuali e operatori culturali che hanno voluto valorizzare questa Piazza del rione Esquilino di Roma, dove gli italiani sono una minoranza etnica.

L’Orchestra rappresenta una realtà unica, composta da eccellenti musicisti provenienti da tutto il mondo. Basta guardarli tutti insieme, sul palco, per comprendere quanto possano felicemente rappresentare un messaggio di fratellanza e di pace, efficace e potentissimo. L’Orchestra promuove la ricerca e l’integrazione di repertori musicali diversi con la scommessa di dare vita ad un nuovo “suono del mondo”, attraverso la fantasia creativa dei suoi musicisti.

Ha al suo attivo importanti produzioni quali Il flauto magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio, prodotto da Les Nuits de Fourviere e Romaeuropa Festival, e rappresentato a Roma, Parigi, Lione, Atene, Barcellona, Mannheim, Womad (UK), Bahrein, Helsinki, Aix en Provence, Amsterdam e Rotterdam. Il giro del mondo in 80 minuti, spettacolo autobiografico e prima autoproduzione dell’Orchestra, ha esordito nel marzo del 2013 al Teatro Olimpico di Roma ed è attualmente in tournée.

E’ protagonista di concerti in tutta Italia e all’estero: New York, San Francisco, Santa Cruz, Los Angeles, Parigi, Londra, Barcellona, Atene, Melbourne, Lisbona, Colonia, Hannover, Istanbul, Toronto, Buenos Aires, Tunisi, Mulhouse, Bruxelles, Lussemburgo, Wuppertal, Oslo, Helsinki, Stoccolma, Porto, Womad (UK). Ha partecipato inoltre al Tribeca Film Festival, il Berlin Jazz Festival e il Feldkirch Music Festival.

L’Orchestra di Piazza Vittorio è nata in seno all’Associazione Apollo 11 ed è stata ideata e creata da Mario Tronco ed Agostino Ferrente.

Carmen di Georges Bizet

secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio

«La Carmen è un opéra-comique, ispirata in buona parte dalla musica popolare gitana. Il nostro lavoro tende ad esaltare le zone della partitura dove è più forte l’ispirazione popolare. Abbiamo cercato di mettere a nudo la composizione, di renderla il più semplice possibile per capire dove si trova il centro dell’emozione. La semplicità della melodia, spogliata dagli elementi musicali che la supportano, ti avvicina idealmente al momento in cui l’autore l’ha composta. Questa è la parte più interessante del nostro lavoro, o almeno, quella che noi amiamo di più».

Cosi Mario Tronco e Leandro Piccioni sintetizzano il senso del loro lavoro intorno ad una delle pagine più celebri del repertorio operistico. Ma, al di là delle considerazioni più specificamente musicali, che potrebbero arricchirsi ricordando come in questa riscrittura dell’Orchestra di Piazza Vittorio la Carmen si trasformi in un vero e proprio affresco di stili e atmosfere diversi e liberamente fusi, dalla salsa al flamenco, dalla tecno alla lirica, dal blues al tango, fino alle esotiche sonorità arabe e africane, è di grande utilità conoscere da vicino il lavoro compiuto dagli autori sulla drammaturgia e l’impostazione registica dello spettacolo.

Sulla piazza ognuno passa / ognuno viene, ognuno va. / Che strana quella gente! / Gente buffa! Gente buffa!” con queste parole, una coppia di fidanzatini, salita sui bastioni delle mura della città di Siviglia, osserva e commenta il passaggio di una strana carovana di nomadi, provenienti da varie parti del mondo, che si e venuta ad accampare alle porte delle citta. «E tra questa gente che si sviluppa la storia della nostra Carmen – spiega ancora Mario Tronco –. Ce la raccontano, almeno all’inizio, due fidanzatini, che si sono appartati in cima alle mura cercando un posto tranquillo dove fare all’amore. Poco a poco, pero, da spettatori diventano parte attiva della storia, seguendola passo passo. A volte commentano le gesta dei personaggi, altre volte suggeriscono loro come comportarsi, cosa dire, ed altre ancora scendono giù, prendendo essi stessi il posto dei personaggi del racconto».

L’idea di questo allestimento è di raccontare una storia che si differenzia dal libretto originale della Carmen di Bizet non tanto nella sinossi, quanto nella psicologia e nella caratterizzazione dei personaggi. Nella sua accezione corrente, il personaggio di Don José è un perdente. La sua vita è irrisolta: ha avuto problemi con il gioco e i suoi progetti di vita sono cambiati, si è arruolato, ha cambiato città. Ha nostalgia della propria terra e della madre malata, è triste, soffre la lontananza. E’ rissoso e un po’ patetico (nel senso di commovente, quando c’è un grande interprete, quasi ridicolo quando ce n’è uno meno bravo). Cosi come Carmen rappresenta per tutti la sensualità sfrontata, la bellezza senza scrupolo, la femmina per eccellenza che fa degli uomini quello che vuole.

«Noi vogliamo raccontare altre facce di queste due persone – chiarisce Tronco –. Don José, che forse per noi sarà solo José senza Don, ha vent’anni, o giù di lì. Nella nostra storia è un brasiliano, ed è lontano da casa, ma non è cosi infelice di esserlo≫. E’ un brigadiere ed ha il compito di sorvegliare, insieme ad altri, la carovana, una curiosa accolita multilingue di contrabbandieri, piccoli truffatori e musicisti. In Brasile, ha la madre vedova e malata, di cui ha nostalgia perche le vuole bene, ma è una nostalgia mai triste, che canta col sorriso. La sua vita sentimentale è già stata, in qualche modo, preordinata: sposerà Micaëla, una giovanissima ragazza che vive con la madre malata da quando era una bambina. Per José la vita trascorre esattamente come deve, è un ragazzo solare, profondamente onesto, ama cantare, è amico di tutti, una persona semplice con un grande cuore. Tutto normale finche non incontra Carmen, donna fatale: per lei la seduzione è un gioco, è un esercizio di vitalità, e piacere agli uomini la fa sentire immortale.

Carmen, insieme ad altre compagne, confeziona e contrabbanda sigarette. Tutti gli uomini della carovana sono pazzi di lei, non aspettano altro che arrivi la sera, quando esce al fresco del tramonto, avvolta da cerchi di fumo. Tutti, tranne José che quasi non si accorge di lei. Proprio quest’indifferenza stimola la femminilità di Carmen, che lo sfida. Carmen canta e danza solo per lui in modo che non possa non accorgersi di lei, alla fine gli lancia il fiore che ha sul petto, e la serenità della vita di José finisce.

La madre di José, animata da un sesto senso, sente che José è in pericolo e chiede a Micaëla di raggiungerlo e di consegnarli una lettera, nella quale lo supplica di tornare da lei e di sposare Micaëla.

La ragazza è sempre stata innamorata di José, è una ragazzina estremamente risoluta, sa di essere la prescelta e sa che in quella lettera si parla di lei. Affronta un viaggio lunghissimo per portare il messaggio della madre a José, perche spera di riportarselo a casa. Ma ormai e tardi, quel fiore è un sortilegio, e José ha perso la testa. Carmen, invischiata in una rissa cui prendono parte anche i fidanzatini, viene arrestata dal sordido Zuniga, ma riesce a scappare con l’aiuto di José, ammaliato dalla sua irresistibile Seguedilla. Scoperto, José viene arrestato a sua volta e degradato. Parlando fra loro, i due fidanzati hanno già intuito come andrà a finire la faccenda, ma decidono di vivere comunque fino in fondo quella che sentono anche come la loro storia.

In una taverna, Carmen si esibisce in una danza sfrenata per gli astanti, interrotta dall’arrivo trionfale di Escamillo, uno stravagante torero con ascendenze arabe, che fa subito colpo su Carmen, ma soprattutto provoca una scena di gelosia fra i due fidanzati. Alla taverna arriva anche José, che, scontata la sua pena, torna da Carmen, che gli aveva giurato amore eterno. Carmen lo ha aspettato, è innamorata, ma sa di non essere la donna giusta per lui. Il suo amore per la liberta distruggerà José, e non vuole che succeda, perche lo ama, come non ha mai amato nessuno. Per questo non può fare a meno di sognare con lui le dolci cime delle sue montagne (Là-bas, là-bas…), e José, dopo aver cantato la celebre romanza Il fiore che mi hai donato, si addormenta dolcemente tra le sue braccia. La carovana riprende il suo viaggio: José adesso ne fa parte. Ma Carmen non è felice, e sente di avere un destino segnato. Le sue amiche cartomanti glielo confermano, il destino scritto nelle carte è: la morte.

Nella notte, si avvicina all’accampamento dei gitani Escamillo, in cerca di Carmen. José, furioso per la gelosia, affronta il torero. Il duello fra i due è feroce, ma quando lo scontro sta per diventare letale, arriva Micaëla che li ferma e supplica José di andare con lei dalla madre che è in fin di vita. Il ragazzo segue Micaëla, ma giura di tornare. Carmen, che non vuole trascinare José nel suo tragico destino, finge indifferenza e disprezzo, lo prende in giro e ride di lui: “Vattene, vattene, farai bene, / il nostro mestiere non fa per te”. In realtà non otterrà che il risultato opposto.

Passa il tempo, siamo in Spagna. Carmen ed Escamillo salutano la gente assiepata all’entrata dell’arena. Stanno per entrare, quando Carmen vede José tra la folla. Fa cenno ad Escamillo di proseguire ed affronta José visibilmente sconvolto. In un’atmosfera irreale, scandita dai battiti opprimenti di un gigantesco cuore che pulsa, assistiamo all’ultimo confronto tra i due impossibili amanti, seguiti da vicino dai due fidanzati, quasi trascinati magneticamente a seguire le gesta dei loro due eroi. José non sente ragioni, rivuole Carmen, anche se lei gli butta in faccia di non averlo mai amato. Impazzito dal dolore, in preda all’allucinazione del suo sogno d’amore, José estrae dalla tasca un coltello e abbraccia Carmen, trafiggendola mortalmente.

(testo a cura di M. D’A.)

RUFA, Rome University of Fine Arts, è un Centro didattico multidisciplinare e internazionale – ufficialmente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) – che offre percorsi formativi validi ed innovativi nel campo dell’Arte, del Design e della Comunicazione.

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In occasione dello spettacolo “Carmen secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio” l’Accademia RUFA metterà a disposizione del Teatro Olimpico e dell’Accademia Filarmonica Romana gli studenti della Scuola di Fotografia, per la copertura fotografica dell’evento. In particolare gli studenti realizzeranno una prima immagine della nuova produzione dello spettacolo ad uso stampa, web e social e, infine, racconteranno, attraverso i loro scatti, il backstage e le prove.

Si rinnova, così, la collaborazione professionale tra il Teatro Olimpico e l’Accademia Filarmonica Romana e l’Accademia RUFA, vero vivaio di talenti della creatività, con l’obiettivo di diventare un sodalizio artistico utile, da un lato, a rappresentare una valida occasione formativa per gli studenti e, dall’altro, a rafforzare ulteriormente l’immagine del Teatro Olimpico e dell’Accademia Filarmonica Romana, punti di riferimento della scena artistica capitolina. 

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