ROMA. PELONZI: SCELTA CANDIDATO PARTA DA CHI HA ELMETTO E CONOSCE CITTÀ.

(DIRE) Roma, 23 ago. – “Credo che per costruire a Roma un’alternativa forte si debba partire da chi ha l’elmetto. Ripartire cioe’ da chi in questi quattro anni ha studiato i problemi reali, si e’ messo in rete con i soggetti di rappresentanza ed ha maturato proposte credibili e reali per rispondere ai bisogni dei cittadini”. Cosi’ il capogruppo del Pd in Campidoglio, Giulio Pelonzi. “Ripartire da un nuovo gruppo dirigente che si e’ formato nel Pd nel partito, nei Municipi, in aula Giulio Cesare. Questo gruppo dirigente trova la sua collocazione naturale nel centrosinistra che ha dimostrato di vincere in tutte le ultime tornate elettorali (regionali, europee, municipi, suppletive). A Roma il centrosinistra aperto alla contaminazione con le realta’ civiche e’ la formula vincente”, sottolinea. “A settembre, dopo la tornata elettorale, il centrosinistra a Roma comincera’ ad esplicitare idee e progetti per Roma e sulla base di una concreta visione di sviluppo maturata in anni di studio e di battaglie condivise dall’opposizione nascera’ il cantiere per la Capitale. A quel punto sara’ chiaro anche il tema della candidatura a sindaco. Vincere e saper dimostrare di governare la Capitale potrebbe essere un punto fondamentale per il consolidamento di una politica progressista a livello nazionale. Vista l’importanza della posta in gioco gli ostacoli e le difficolta’ saranno molteplici, ma sono convinto che ‘bomba o non bomba noi riprenderemo Roma'”.

 Pelonzi continua: “Dopo la ricandidatura della sindaca Raggi in citta’ cresce la voglia di allontanare lo spettro del centrodestra e di subire altri 5 anni inutili e dannosi come quelli regalati dalla sindaca uscente. La voglia di cambiare e’ talmente forte che si vorrebbe gia’ vedere un nuovo sindaco, una nuova squadra ed un progetto di rilancio. La formazione del governo rosso-giallo, da un lato ha aumentato l’aspettativa di una maggiore attenzione verso la capitale, dall’altro la preoccupazione di confermare il fallimentare governo Raggi attraverso un’alleanza con il Pd”. “Le dichiarazioni inequivocabili di Nicola Zingaretti, le conferme all’unisono dei principali dirigenti nazionali (solo ieri Bettini, Martina, Morassut) a voce chiara hanno escluso su Roma una qualunque possibilita’ di convergenza con la sindaca uscente, in perfetta sintonia con il gruppo dirigente locale che contro questa possibilita’ si e’ espresso da tempo. Chiarito questo ora l’attenzione di tutti si sposta sulla capacita’ del Pd di diventare il motore di una coalizione larga di centrosinistra e di avanzare una candidatura di livello per le prossime amministrative. Nonostante nessuna citta’ importante che andra’ al voto abbia gia’ indicato il candidato sindaco(nemmeno Milano), su Roma si imputa al Pd un ritardo nell’elaborazione dell’alternativa al centrodestra(anche questo senza candidatura e coalizione formalizzata) ed alla sindaca uscente. Chi vive tutti i giorni i problemi reali di Roma sa che questo ritardo non c’e’. Cercare di far percepire il Pd in ritardo o in disaccordo sul futuro di Roma e’ utile solo a chi non ha a cuore il destino della capitale. Anche se Roma e’ indubbiamente una questione nazionale e’ pero’ sbagliato cercare le soluzioni tecniche ed amministrative per il rilancio della citta’ in un’elaborazione che nasca fuori dalla citta’. L’azione del Pd determinera’ il risultato elettorale a Roma su questo non c’e’ dubbio. Qui si e’ formato un gruppo dirigente serio che ha a cuore il destino della citta’. Il Pd romano non puo’ e non deve pensare soltanto a vincere, si deve porre l’obiettivo di governare e trasformare la citta’ mettendo in campo un progetto di rilancio ambizioso. I cittadini romani vogliono un progetto concreto per riformare la capitale e daranno il loro consenso a chi dimostrera’ di avere un programma serio”. Secondo Pelonzi “la Raggi ha dimostrato in quattro anni di non avere alcun progetto, il centrodestra e’ stato la causa principale dei problemi di Roma da dieci anni ad oggi, e’ evidente che questo compito spetta al Pd. Ed allora la questione della capitale dipendera dalle strategie, dalle alleanze, dai programmi e dai candidati del Pd”, conclude.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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