ROMA. ‘E’ UNA MANIFESTAZIONE PACIFICA’, POI FORZA NUOVA LO AGGREDISCE.

SIMONE CARABELLA PARLA CON LA STAMPA, GLI ULTRA’ NON GRADISCONO (DIRE) Roma, 6 giu. – “E’ una manifestazione assolutamente pacifica, altrimenti non sarei qui”. Cosi’ Simone Carabella, tifoso e politico buono per quasi ogni partito, giurava a favore di telecamere che tra i neofascisti al Circo Massimo non sarebbe accaduto nulla. Neanche un minuto dopo il caos: le botte tra organizzatori e poi la caccia ai giornalisti, le bombe carta, le cariche degli ultras contro la polizia. Sulla sua pagina Facebook Carabella si presenta come “personal trainer e mental coach” e in qualita’ di organizzatore della sfilata nel centro di Roma spiegava ai cronisti: “Io sono della Roma, curva Sud. Questa e’ una manifestazione legale e senza colore politico. Partecipano persone che frequentano lo stadio e che vogliono a tutti i costi ripristinare la legalita’ in Italia, far funzionare le cose in maniera tale che a beneficiarne siano gli italiani”. Ecco, proprio mentre parlava cosi’, alle sue spalle e’ arrivato il leader di Forza nuova Giuliano Castellino che, indispettito dal dialogo tra Carabella e i giornalisti, gli ha intimato di lasciar stare le telecamere. A Carabella, in passato candidato per il comune di Albano col Pd e con Fdi, l’invito non e’ piaciuto. “Conte dovrebbe dimettersi ieri- stava ancora ragionando con i cronisti- dando la possibilita’ agli italiani di votare. Io voterei Simone Carabella, mi voterei da solo”. E invece le dichiarazioni a taccuini e telecamere si sono interrotte bruscamente. Castellino e Carabella sono venuti alla mani, di brutto. Cazzotti, calci, spinte. La rissa e’ degenerata, coinvolgendo tifosi e militanti venuti da tante parti d’Italia, accomunati dalla passione nazifascista. La situazione e’ poi esplosa: insulti e spinte ai cronisti, bombe carta lanciate verso la stampa e infine cariche verso la polizia, intervenuta in tenuta antisommossa. Dopo qualche minuto la situazione e’ tornata sotto controllo, ma la tensione resta.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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