ROMA. BINETTI: TUTTO SENRA CONGIURARE CONTRO LA GRANDEZZA DELLA CAPITALE.

(DIRE) Roma, 17 nov. – “Il dissesto idrogeologico di questi giorni con Venezia e Matera simboli di una civilta’ che sembra smarrirsi nell’acqua e nel fango, si somma al disastro tecnico-politico dell’Ilva con le decine di migliaia di lavoratori senza lavoro… una crisi senza precedente con cui deve confrontarsi un governo incompetente e ideologicamente incapace di elaborare nuove soluzioni. Il paese e’ davvero in ginocchio, ma non sara’ anticipando le elezioni che si sollevera’ dalla palude in cui la stagnazione economica degli ultimi anni lo ha fatto precipitare. Governi strutturalmente divisi si trovano a gestire problemi che esigono di essere maneggiati con cura per poter attivare soluzioni che esigono pazienza e competenza. Lo spreco e la’ corruzioni degli ultimi anni, i ritardi e le conflittualita’ interne alle diverse maggioranze, hanno generato un doppio monstrum, che prima si chiamava Lega e parlava del governo come di Roma ladrona e poi si e’ chiamato M5S e pretendeva di aprire il parlamento come una scatoletta di tonno. Nessuno dei due ha saputo offerte soluzioni, salvo una intensa campagna denigratoria verso chi stava governando. Oggi sentiamo il bisogno di andare oltre questa dissennata campagna di denunce senza soluzioni!” Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC, intervenendo ad un dibattito pubblico sullo stato di RomaCapitale. “Anche Roma e’ un disastro su tutti i fronti e potremmo dire, senza timore di smentita, che e’ ogni giorno peggio. La totale assenza di manutenzione dei giardini e dei viali- aggiunge- fa di ogni albero un potenziale killer. La sporcizia che si annida intorno ai cassonetti minaccia di peggiorare per lo sciopero indotta dall’Ama di Velletri, dove la discarica sara’ chiuso alla fine del mese. Nella pioggia le strade si allagano, le buche si riempiono e per le moto e’ un disastro annunciato. Ma la Raggi appare sempre meno in grado di governare il caos metropolitano, rifiuta FLI aiuto che pure le vengono offerti e si arrocca nel suo studio per non vedere e non sentire. Ora avendo appena intuito che qualcosa si sta muovendo per migliorare l’impianto complessivo della citta’, ha evocato a se compiti e poteri! Cullata dal sospetto che qualcuno ce l’abbia con lei. Eppure i romani vogliono solo che Roma torni a funzionare in modo sufficientemente accettabile. Ma la Raggi ha paura anche di un semplice confronto”. Binetti sottolinea che “basta pensare ai numerosi allarme lanciato davanti al combinato disposto di drogata e criminalita’, di violenza e di morte. Eppure l’unica risposta ora e’ l’approccio repressivo con l’aumento delle forse dell’ordine, ma non con un progetto di recupero delle aree urbane e periferiche. Povera Roma! Non si salva nulla dell’antico splendore e forse si riesce a soffocare anche la speranza che cominciava a spuntare in una rete di persone e partiti assolutamente trasversali. C’erano tutti, meno i Cinquestelle e questo determinera’ ancora una volta il puntiglioso fallimento di una grande iniziativa di rilancio della citta’. Un fallimento alla grande, targato appunto Cinquestelle!”

Agenzia DIRE  www.dire.it

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