Richiesta intervento al Consiglio Giornalisti del Lazio su partecipazione J.Cally a S.Remo.

LOZZI: “AL CONSIGLIO GIORNALISTI DEL LAZIO CHIEDO DI PRONUNCIARSI AFFINCHÉ LA RAI NON TRADISCA A S.REMO LA SUA FUNZIONE EDUCATIVA”.

Richiesta al Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio una severa pronuncia riguardo alla partecipazione a San Remo del trapper Junior Cally. A sollecitare i suoi colleghi, è stato il Consigliere regionale dei pubblicisti, Maurizio Lozzi che, alla luce del testo della canzone “Strega” scritta da questo cantante, ha chiesto che il Consiglio regionale dei Giornalisti faccia almeno sentire la propria voce “chiedendo alla RAI, ai/alle colleghi/e che in quest’azienda lavorano e, soprattutto, alla Commissione di vigilanza di prendere posizione ed intervenire con la massima decisione”. “Fermo restando che ognuno è libero di esprimersi come desidera”, il Consigliere pubblicista precisa di non “esortare forme di censura”, ma di ribadire alla RAI che ha il dovere, come servizio pubblico, di “connotarsi nel mondo dei media come un autentico baluardo di buona educazione ed etica giornalistica”, anziché consentire a personaggi di valore artistico tutto da definire, di veicolare “messaggi gravissimi che minano, non solo la dignità delle donne, ma di tutta la nostra comunità, azzerando poi – per logiche devianti di esibizionismo – tutte quelle lotte che per l’emancipazione, le donne del nostro paese hanno dovuto sostenere negli anni passati”. Autore, come Sociologo, anche di un saggio presentato sulla violenza nei confronti delle donne alla 75^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Lozzi ritiene questo invito al Festival un fatto inaccettabile e nella sua nota ribadisce che l’emittente di Stato “non può permettersi di tradire la sua storica funzione educativa”, normalizzando attraverso la kermesse sanremese che “ha un’enorme forza diffusiva… canzoni che ingiuriano la donna, spingono alla sua sopraffazione, invitano a trattarla come un oggetto da stuprare, tanto più poi in questo triste momento storico in cui i femminicidi sono all’ordine del giorno”. Il Festival della Canzone Italiana non può ledere in nome del profitto “la dignità delle donne e della collettività in generale” e, pertanto, “di questa svilente fotografia del mondo femminile” Lozzi pensa “che Sanremo possa farne a meno” e, per questo, ha chiesto al Consiglio dei Giornalisti del Lazio “di votare un ordine del giorno straordinario”, ribadendo che le donne vanno assolutamente rispettate “perché con superba dignità condividono con noi un mondo in cui sanno distinguersi nel lavoro, in cui sanno gestire la famiglia e, in cui, sanno investire in professioni e carriere, pur senza rinunciare ai loro affetti”.

27 gennaio 2020

L’Ufficio Stampa

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