REGIONALI. ZINGARETTI CHIUDE A LATINA TRA SELFIE E MUSICA SPRINGSTEEN.

(DIRE) Latina, 2 mar. – La musica di Bruce Springsteen, con la canzone ‘Born to run’ a fare da colonna sonora al momento di salire sul palco e alla fine del comizio. Circa 2.000 persone in strada ad acclamarlo. E prima di andare via un lungo abbraccio collettivo con decine di cittadini e centinaia di selfie. Si e’ concluso a Latina, in viale Italia, il comizio finale di questa campagna elettorale per le regionali del 4 marzo di Nicola Zingaretti. L’insolita scelta di chiudere in provincia e’ stata spiegata da Zingaretti appena salito sul palco. “Abbiamo deciso di chiudere qui a Latina- ha detto- per dimostrare una scelta di campo precisa. Per dare un segnale di chi siamo, di chi siamo stati e di chi vogliamo continuare ad essere. Siamo la Regione del nostro territorio, di chi ama davvero il nostro territorio”. Zingaretti ha poi ricordato le cose fatte in cinque anni ma anche la situazione di partenza trovata al suo arrivo. “Questa- ha detto- era la regione in cui si tagliavano i servizi, si continuava con i vitalizi e la Regione degli scandali. Quella dove non si poteva assumere in sanita’. Cinque anni fa dissi che non avremmo risolto mai tutti i problemi del Lazio in 5 anni ma giurai e promisi che noi avtemmo lasciato dopo 5 anni una Regione piu’ trasparente, piu’ competitiva e piu’ giusta. Lo abbiamo fatto”.

 “Il peso dei debiti- ha aggiunto Zingaretti- 5 anni fa aveva ucciso qualsiasi speranza di crescita della nostra Regione e il commissariamento della sanita’ aveva portato in giu’, in maniera insopportabile, il livello delle ingiustizie e l’accesso alle cure e ai servizi in questa nostra Regione. Oggi con orgoglio posso dire a tutti che abbiamo mantenuto la promessa. Oggi si torna ad assumere in sanita’, abbiamo rinnovato la flotta dei treni e i mezzi Cotral per i pendolari e abbiamo ridato una speranza”. Il presidente uscente ha infine chiuso il comizio proprio parlando di speranza. “Di fronte alle paure che ci sono in campo- ha detto- la buona politica risolve i problemi e non cerca solo il capro espiatorio. Dovevamo dimostrare che anche nella peggiore Regione d’Italia si poteva ridare una speranza a chi questa speranza l’aveva persa. Da li’ abbiamo cominciato e ora possiamo dire ai malati e a coloro che hanno bisogno di cure che e’ finita la stagione, che ha visto altri protagonisti, del commissariamento, della vendita degli ospedali, del blocco delle assunzioni, del blocco degli investimenti, della chiusura degli ospedali, della chiusura degli ambulatori. Noi abbiamo costruito le condizioni affinche’ anche i prossimi anni possano essere affrontati con speranza”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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