RAI. MUSCARELLA E TOSINI, UGL: “LA FIERA DELLE OCCASIONI PERDUTE.”

“Mentre l’AD Rai Fabrizio Salini annuncia tagli per 32 milioni di euro sul costo del personale, eliminando maggiorazioni, straordinari, bloccando incentivi e turn over per i “comuni mortali”,  procedono sottobanco nomine dirigenziali e proliferazioni di inutili poltrone. Tutto questo con la complicità di un clima aziendale tanto distratto, quanto scopertosi evidentemente ricco di soluzioni fantasiose, creative ma inutili, in tempi di Covid 19”.

Cosi dichiarano Salvatore Muscarella Segretario FNC UGL e Fabrizio Tosini, Coordinatore Nazionale FNC – UGL Rai. “‘A fari spenti nella notte’, lorsignori pensano così di far passare la buriana di una devastante crisi economica prodotta sì dal virus ma anche dalla totale incapacità di prendere decisioni di vera politica industriale. Magari scambiando favori e assicurandosi continuità nei propri incarichi. Tutto ciò mentre restano invece indefiniti gli organigrammi delle Reti e di Rai Fiction, inspiegabilmente ancora priva di un direttore dopo la fuga di Eleonora Andreatta verso Netflix, mesi fa”. Proseguono Muscarella e Tosini: “Non abbiamo visto nessuna seria proposta per valorizzare le opportunità scaturite dal positivo apporto fornito in questi mesi di emergenza dalle migliaia i lavoratori posti in smart working. Molte sedi Rai sono quasi completamente vuote, eppure, in pieno contrasto con quanto accaduto in altre importanti realtà industriali italiane, non c’è stato fornito da Salini nemmeno uno straccio di piano di razionalizzazione immobiliare; nessuna seria e verificabile iniziativa per tagliare i costi esterni, eliminando le paurose e insostenibili sacche di lavoratori demansionati e sottoutilizzati. Con assurda e miope pervicacia si insiste invece nel non voler riorganizzare l’offerta informativa, finalmente accorpando le 7 (!!!) testate ed evitando gli sprechi di uomini e mezzi. E’ pura follia, in questo contesto, tenere un ulteriore nuovo concorso per altri 90 giornalisti, quando l’organico della categoria sfiora ormai le duemila unità. Un numero totalmente fuori da ogni logica di mercato e di sana gestione economica. Senza un progetto, senza una strategia che persegua certezze economiche e prospettive di carattere industriale ed editoriale, intavolando prioritariamente un serio confronto con l’azionista e il Parlamento, aprendo un confronto serio con il sindacato – concludono Muscarella e Tosini – questo AD condanna la Rai e i suoi lavoratori a un destino certo: l’irrilevanza del servizio pubblico nel sistema multimediale del paese, con il rischio sempre più concreto di gravi ripercussioni sui posti di lavoro”.

 

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