Racconti di venti e di mare di Giorgio Bertone.

 

Si sta seduti, prestando l’orecchio al rombo perpetuo, contemplando la processione senza fine, e ci si sente piccoli e fragili dinanzi a questa forza terrificante che si esprime in furore e schiuma e suono. Davvero, ci si sente microscopicamente minuscoli, e il pensiero che si potrebbe avere da lottare con un simile mare desta nell’immaginazione un fremito di apprensione, quasi di paura.

Jack London, Uno sport da re.

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«Dicono inoltre, i marinai, che il vento scrive. Quando all’alba, dopo una nottata di vele in bando, la prima luce rivela una distesa livida, tesa, liscia e viscida come la pelle elastica di uno smisurato cetaceo, l’occhio sonnolento ma vigile di chi è di guardia avverte sulla superficie lievissime minute linee a zig-zag che piano piano si distendono su tutto il mare»: una raccolta di racconti che segue le increspature dell’acqua e riporta a galla le suggestioni e le avventure di grandi autori, sfuggendo a «forme, schemi, classificazioni, generi, topoi», perchè la materia è troppo vasta e mutevole per essere delimitata.
Giorgio Bertone – ordinario di Letteratura italiana all’Università di Genova e autore per Einaudi di Italo Calvino. Il castello della scrittura, Breve dizionario della metrica italiana e dell’introduzione a Le vite dell’altipiano di Mario Rigoni Stern – traccia una rotta composta da quarantuno racconti, in grado di trasmettere «la speciale, esclusiva natura del mare e di chi nei millenni ci ha vissuto, campato, affogato o dominato».

Dopo Racconti di montagna, una raccolta sul significato del «leggere e scrivere il mare», che si apre con Joseph Conrad, Stevenson e Pessoa ed esplora un universo fatto di vento – con Italo Svevo, Marquez e Jack London -, isole – Gaugin e Melville -, sogni e deliri marini – Carver, Camus e il terrificante naufragio di Poe -, naviganti, terraferma – le spiagge liguri di Montale, la baia di Rio di De Amicis -, ma anche dei resoconti dei più grandi marinai della storia – il disastro dell’Endurance capitanata da Shackleton, il ritorno di Colombo dal nuovo mondo, Cook e la barriera corallina -, sciagure, corsari e pirati, sirene, approdi e surf.
Un’antologia appassionante, che attinge dalla sterminata letteratura dedicata al mare e costruisce un percorso libero e fantasioso, in acque calme o burrascose, alla ricerca di una sfida o di un momento di riflessione. Tempeste, bonaccia, spazi sterminati, equipaggi e presenze immaginarie, per un viaggio verso orizzonti sconosciuti o ritorni a un porto sicuro e familiare.
Con Racconti di vento e di mare, Giorgio Bertone rende omaggio a uno dei «luoghi» della narrazione più cari agli scrittori di ogni tempo, in un’antologia costruita come una traversata, costellata di imprevisti, ricordi e momenti di grande meraviglia, che si muove come un’onda: «un gruzzolo che cresce per accavallamenti, incroci, contrapposizioni stridenti, accordi e somiglianze lontane. Non c’è onda dai secoli dei secoli che sia uguale a un’altra onda».

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