Quadrini: «Opere pubbliche per rilanciare economia e occupazione a livello locale. La fermata Tav a Roccasecca non è un’idea tramontata».

Soltanto dalle opere pubbliche può arrivare un rilancio vero dell’economia e del lavoro, anche in provincia di Frosinone. E l’unica opera pubblica che potrebbe delinearsi è quella relativa alla Tav. Che però va inquadrata in un contesto economico locale che già esiste.
La presenza di distretti industriali manifatturieri con Fca, indotto auto, marmo, carta, ceramica e “area interna” della Valcomino sono tali da rendere sempre importante l’ipotesi Roccasecca, visti e considerati i requisiti previsti del protocollo per la realizzazione della stazione Tav siglato da Regione Lazio e Ferrovie dello Stato. Emerge dalla lettura della delibera della giunta Zingaretti con annessa intesa: entrambe sono state pubblicate sul bollettino ufficiale della Regione Lazio.
L’atto di giunta e il protocollo non spengono le speranze del Cassinate. Il documento punta a “promuovere la collaborazione volta a valutare la realizzazione di una nuova fermata AV sulla tratta Roma-Cassino”. In tutto il documento non si fa cenno alla localizzazione della stazione a Ferentino. Elemento di grande rilievo per coloro che ritengono che sia ancora possibile localizzare l’infrastruttura nella tratta Cassino-Roccasecca. Il protocollo si rifà all’Accordo Quadro 2018-2023 tra Regione Lazio e Rete Ferroviaria Italiana, sottoscritto il 22 febbraio 2018, strumento necessario per determinare le reali esigenze di mobilità del territorio. Ma guai a farne una questione di territorio. O peggio o di campanilismo.
La realizzazione della fermata ciociara della Tav a Roccasecca/Cassino sarebbe baricentri non soltanto logisticamente (tra Roma e Cassino), ma anche sul piano del “servizio” ad un’area che comprende lo stabilimento Fca, realtà economiche importanti e l’Abbazia di Montecassino. Se poi la fermata dovesse essere individuata altrove, sempre nella logica di un essere baricentri rispetto a zone a vocazione industriale o infrastrutturale, nulla quaestio. A patto però che si portino avanti dei progetti per tutto il territorio. Invece quello che si continua a registrare è, da un lato il fatto di non saper fare squadra, e dall’altro la genericità degli impegni assunti. Se c’è una cosa che questa maledetta pandemia ha insegnato a tutti è che dovremo contare sulle nostre forze. Per rilanciare un territorio che altrimenti sarà ulteriormente tagliato fuori. E in questo territorio c’è un problema nel problema, quello della zona sud della provincia. Del cassinate. Una zona che attende da decenni un segnale vero di rilancio. La fermata dell’Alta Velocità a Roccasecca potrebbe rappresentare l’inizio di una rivoluzione virtuosa. Si può ancora fare.

Gianluca Quadrini,
vicecoordinatore regionale
e capogruppo provinciale
di Forza Italia

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