PRESIDENTE OTUC (ORGANO A TUTELA DI UTENTI E CONSUMATORI SERVIZIO IDRICO).

Da pochi giorni si sono svolte le “elezioni” dei membri della Consulta d’Ambito del Servizio Idrico.

Come Presidente dell’Organo della Provincia di Frosinone a tutela dei consumatori ed utenti del servizio idrico integrato (Otuc) auguro buon lavoro a tutti i nuovi membri.

Con l’invito, a nome delle decine di associazioni rappresentate nell’Otuc, a lavorare sin dai prossimi giorni per segnare un cambio di passo nell’affrontare le gravi criticità del servizio idrico ed un’inversione di tendenza nel rapporto con i cittadini che la Consulta d’ambito è chiamata a rappresentare.

Ad imporlo è la portata delle molte questioni ancora aperte e lontane dal trovare una soluzione. A partire dalla necessità di sterilizzare immediatamente gli aumenti tariffari già previsti, lavorando per una riduzione nel medio periodo dei costi in bolletta.

Passando poi per le tematiche ambientali, che coinvolgono l’intero ciclo idrico integrato: dalle procedure europee di infrazione su alcuni depuratori ciociari, al problema del razionamento idrico in corso in svariati comuni, alle altissime perdite di rete frutto di una condotta colabrodo.

Bisogna agire presto, con la massima trasparenza e garantendo, nelle scelte che verranno assunte, maggiore partecipazione e condivisione dei cittadini, sino ad ora completamente estromessi da processi decisionali che pur incidono direttamente sui propri redditi familiari e sulla qualità della vita.

Occorre ricucire l’evidente gap di rappresentatività tra istituzioni ed utenti del servizio idrico, ad esempio spiegando come mai l’elezione della nuova Consulta è avvenuta senza alcuna preventiva discussione sui mille problemi del servizio idrico e senza una reale contrapposizione democratica di idee, proposte o soluzioni.

O come mai alcune candidature sono state estratte a sorteggio. O come mai gli stessi eletti abbiano definito la loro nomina come il frutto di un accordo che segna la fine del percorso politico della “cacciata in danno” di Acea Ato5 spa.

Ritengo che i cittadini abbiano diritto di conoscere le ragioni per cui i sindaci che in campagna elettorale promettevano una rapida e certa cacciata del Gestore, raccogliendo facili e determinanti consensi, abbiano cambiato radicalmente rotta, senza saper indicare la strada che verrà intrapresa, tra le possibilità consentite dall’ordinamento giuridico: dalla continuazione sino a scadenza con Acea, alla prosecuzione della via giudiziale a quella del recesso unilaterale.

La tutela degli interessi degli utenti del servizio idrico non può continuare a pesare interamente sulle spalle delle sole associazioni dei consumatori, che pure svolgono un lavoro prezioso e qualificato: per rimanere all’attualità penso alle ultime due sanzioni da un milione di euro ciascuna, comminate ad AceaAto5spa dall’Antitrust e dall’Arera, a seguito delle segnalazioni di associazioni dei consumatori riconosciute, come Codici, Federconsumatori, Aeci, Adoc.

Così come ad alcuni obiettivi miglioramenti del servizio frutto del confronto, anche aspro, con il Gestore mentre la politica continuava ad azzuffarsi tra posizioni demagogiche ed elettorali.

In conclusione l’auspicio è che si apra una nuova stagione, in cui la politica dimostri di saper abbandonare le spinte demagogiche e inizi ad affrontare seriamente le sfide del futuro: dalla sostenibilità dell’intero ciclo del servizio idrico alla transizione ad un modello industriale improntato ai principi di economia circolare, con la sperimentazione delle più moderne tecnologie.

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