Premio Bancarella 2010: “Olive Kitteridge” di Elizabeth Strout.

E’ stato assegnato domenica 18/7/10 a Pontremoli (Massa Carrara)  il premio Bancarella 2010, i librai avevano indicato 6 finalisti e cioè  ‘Il giudice meschino’ di Mimmo Gangemi (Einaudi), ‘Olive Kitteridge’ di Elizabeth Strout (Fazi), ‘S.O.S. Amore’ di Federica Bosco (Newton Compton), ‘La scatola dei calzini’ perduti di Vauro Senesi (Piemme), ‘L’assassino qualcosa lascia’ di Rosa Mogliasso (Salani) e ‘Confessione di Bill James’ (Sellerio). Tra questi è stato scelto il libro: Olive Kitteridge di Elizabeth Strout, editore Fazi, già vincitrice nel 2009 del Premio Pulitzer.

L’autrice: Nata a Portland, Maine, vive a New York con il marito e la figlia. Ha insegnato letteratura e scrittura al Manhattan Community College per dieci anni e scrittura alla New School. Suoi racconti sono apparsi in numerose riviste, tra le quali il «New Yorker». Amy e Isabelle, acclamato da pubblico e critica, e vero e proprio caso editoriale, è il suo primo romanzo.

In un angolo del continente nordamericano c’è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull’Oceano Atlantico c’è una donna che regge i fili delle storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È Olive Kitteridge, un’insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltipllcarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell’animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima, abbandonata sull’altare ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex insegnante: “Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi”. Con dolore, e con disarmante onestà, in “Olive Kitteridge” si accampano i vari accenti e declinazioni della condizione umana – e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi.

pag. 384, € 18,50 ed. Fazi.

da www.lafeltrinelli.it

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