PM10 alle stelle, che si aspetta a bloccare i diesel?

Frosinone, 14/01/2020
Ci risiamo. Dall’inizio dell’anno Frosinone, con l’intera Valle del Sacco, è avvolta in una persistente, mefitica
nuvola di smog. Al 12 gennaio, data dell’ultima rilevazione ARPA disponibile, la centralina di Frosinone Scalo
ha fatto registrare 11 giorni su 12 di sforamenti dei limiti giornalieri delle PM10, con valori medi che si
attestano intorno al doppio del limite consentito. Anche la centralina di Viale Mazzini, che solitamente
fornisce dati più tranquillizzanti, registra ben 8 giornate di superamento dall’inizio dell’anno.
Come sappiamo, l’allarme non riguarda solo Frosinone ma copre tutta la Val Padana e diverse città del
centro-sud, fra cui la stessa Capitale, evidenziando la criticità della situazione in termini sanitari e
ambientali e l’oggettiva difficoltà di farvi fronte efficacemente. Sappiamo che le cause “strutturali” di un
tale grave fenomeno non sono facilmente aggredibili: occorrerebbero strategie coraggiose di medio/lungo
termine sovracomunali basate sulla buona scienza che limitino le emissioni nei vari settori da cui esse
originano. E’ desolante constatare come, dopo molti anni di consapevolezza del problema, si continui a
navigare a vista con misure spesso estemporanee e di facciata come le targhe alterne, ormai abbandonate
da anni nelle realtà urbane meno arretrate della nostra.
Ma poi c’è da affrontare l’emergenza, peraltro ampiamente prevedibile perché preceduta da bollettini
ARPA inequivocabili vista la persistenza delle condizioni meteo che favoriscono l’accumulo del particolato
atmosferico. Ebbene, non riusciamo a credere che su questo versante non si sia mossa una foglia: le misure
programmatiche di routine previste dall’amministrazione Ottaviani con l’ordinanza dell’8 novembre scorso,
se si eccettua la proroga scontata della chiusura prefestiva delle scuole, non sono state seguite da alcun
nuovo provvedimento emergenziale per il miglioramento della qualità dell’aria. Ma cosa si aspetta a vietare
la circolazione delle auto alimentate a gasolio? A quali livelli devono arrivare le PM10 perché ci si decida ad
agire in quello che è forse l’unico settore – quello della mobilità – in cui le autorità comunali possono
intervenire con efficacia e immediatezza? Forse l’amministrazione del capoluogo dispone di nuovi
inoppugnabili dati scientifici che scagionano i motori diesel dall’accusa di essere i più inquinanti? Forse
dalle nostre parti non si è mai sentito parlare del dieselgate? Cosa c’è dietro questa ostinazione nel voler
equiparare l’impatto dei diesel con quello dei motori a benzina a dispetto di ogni evidenza scientifica?
Ci sarà un motivo se tutte le maggiori città del nord Italia, a cui proprio ieri si è aggiunta anche Roma,
hanno disposto nei giorni scorsi il divieto di circolazione dei diesel fino ad Euro 5 e in alcuni casi ad Euro 6?
E per favore non ci si venga a raccontare la storia dell’efficacia dei filtri anti-particolato: è di questi giorni la
pubblicazione di un rapporto dell’autorevole think tank Transport & Environment secondo cui anche le
nuove auto diesel Euro 6 continuano a violare i limiti di legge sulle emissioni di polveri sottili, con picchi di
emissioni rilasciate nella fase di rigenerazione dei filtri fino a 1000 volte i valori considerati standard.

A tutela della salute pubblica e delle fasce più deboli della popolazione, chiediamo dunque con forza al
Sindaco Ottaviani e ai primi cittadini dei centri limitrofi oggetto dei superamenti dei limiti di legge per le
PM10 l’adozione immediata di provvedimenti di limitazione della circolazione dei veicoli alimentati a
gasolio fino alla classe Euro 6, almeno fino alla riduzione dei livelli di particolato entro i limiti di legge.

Il Presidente del Circolo
Stefano Ceccarelli

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