PENSIONI. INPS: SISTEMA IN PIEDI GRAZIE A LAVORATORI DIPENDENTI E STRANIERI.

Presentato il rapporto annuale Inps: su 25,1 milioni che pagano i contributi previdenziali, oltre 3 milioni sono extra Ue. Cresce l’occupazione, ma le ore lavorate in totale sono meno del periodo pre-crisi. In aumento i lavoratori dipendenti, mentre in calo artigiani e commercianti. Con il cambio delle regole dei voucher, crollo dei lavoratori occasionali: da 1,7 milioni a 700 mila (RED.SOC.) MILANO – Cresce l’occupazione e rimane stabile il numero di persone assicurate Inps, grazie all’aumento dei lavoratori dipendenti e degli stranieri. E’ quanto emerge dal XVII Rapporto annuale dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, che viene presentato oggi. Nel 2017 il numero complessivo degli assicurati Inps e’ stato pari a 25,138 milioni di lavoratori, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (-0,3%). Tale lieve contrazione “dipende dalla conclusione, nel marzo del 2017, della vecchia regolazione delle prestazioni occasionali tramite voucher e dall’avvio, a luglio 2017, della nuova regolazione con modalita’ molto restrittive”: se nel 2016 i lavoratori occasionali erano stati 1,7 milioni, dopo il cambio delle regole sono scesi a 704 mila. Sono invece cresciuti i lavoratori dipendenti: nel 2017 pari a 15,2 milioni di persone, con una crescita del 4% rispetto all’anno precedente. In crescita anche gli operai agricoli (poco piu’ di un milione il totale, +1,8%), mentre in calo gli artigiani (1,7 milioni, – 1,4%) e i commercianti (2,2 milioni, -0,6%). Un contributo particolare nel tenere sostanzialmente invariato il numero dei lavoratori assicurati all’Inps sono stati gli stranieri. Sui 25,1 milioni di assicurati, 21milioni e 800mila sono italiani o dei Paesi dell’Unione Europea (lo 0,5% in meno rispetto al 2016), 1 milione e 651 mila degli altri paesi europei (-1,1%) e 1 milione e 685 mila extra europei (+ 3,4%). Il numero di assicurati Inps tiene grazie a una ripresa dell’occupazione. Il Rapporto descrive infatti un contesto post crisi economica. “Nel 2017 l’occupazione e’ cresciuta consolidando un trend praticamente ininterrotto da quattro anni, vale a dire da quando, sul finire del 2013, il numero di occupati ha toccato il punto minimo post 2007”. Non bisogna pero’ cantare vittoria. “Il recupero iniziato nel 2014 ha consentito, tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, di ritornare ad un livello di occupati analogo a quello del primo semestre 2008, grazie esclusivamente alla performance dell’occupazione dipendente.Tale recupero risulta ancora parziale se consideriamo gli indicatori di quantita’ di input di lavoro: in termini di ore lavorate o di unita’ di lavoro esso e’ tuttora limitato a poco meno della meta’ di quanto perso nel quinquennio precedente”. Basta prendere il dato delle ore lavorate per rendersene conto. Negli anni pre-crisi si era arrivati al picco di 11,5 miliardi di ore, mentre adesso (nonostante il recupero dell’occupazione) siamo a 10,8 miliardi di ore. Sul fronte dei redditi, infine, Inps registra che “i redditi medi sono rimasti sostanzialmente stabili per i lavoratori dipendenti privati, lievemente aumentati per il settore pubblico e diminuiti invece per i lavoratori autonomi”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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