PAPA: INUTILE E NOIOSO CHE CRISTIANI SPRECHINO TEMPO A LAMENTARSI DEL MONDO.

(SIR-DIRE) Roma, 29 giu. – “La Chiesa, appena nata, attraversava una fase critica: Erode infuriava, la persecuzione era violenta, l’Apostolo Giacomo era stato ucciso. E ora anche Pietro viene arrestato. La comunita’ sembra decapitata, ciascuno teme per la propria vita. Eppure in questo momento tragico nessuno si da’ alla fuga, nessuno pensa a salvarsi la pelle, nessuno abbandona gli altri, ma tutti pregano insieme”. Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia per la Solennita’ dei santi apostoli Pietro e Paolo, dopo la benedizione dei Palli. In quei “frangenti drammatici”, ha ricordato, “nessuno si lamenta del male, delle persecuzioni, di Erode. È inutile, e pure noioso, che i cristiani sprechino tempo a lamentarsi del mondo, della societa’, di quello che non va. Le lamentele non cambiano nulla. Quei cristiani non incolpavano, pregavano. In quella comunita’ nessuno diceva: ‘Se Pietro fosse stato piu’ cauto, non saremmo in questa situazione’. No, non sparlavano di lui, ma pregavano per lui. Non parlavano alle spalle, ma a Dio”. “Che cosa accadrebbe se si pregasse di piu’ e si mormorasse di meno?”, si e’ domandato il Papa: “Quello che successe a Pietro in carcere: come allora, tante porte che separano si aprirebbero, tante catene che paralizzano cadrebbero. Chiediamo la grazia di saper pregare gli uni per gli altri”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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