PAPA IN CILE. IL SALUTO AI MAPUCHE: ‘QUANTE LACRIME VERSATE’.

OMELIA A MAQUEHUE, TEATRO IN PASSATO DI VIOLENZE CONTRO NATIVI (SIR-DIRE) Roma, 17 gen. – “Voglio soffermarmi e salutare in modo speciale i membri del popolo Mapuche, cosi’ come gli altri popoli indigeni che vivono in queste terre australi: Rapanui (Isola di Pasqua), Aymara, Quechua e Atacama, e molti altri”. Il primo pensiero del Papa, nella Messa celebrata oggi nell’aerodromo di Maquehue, “nel quale si sono verificate gravi violazioni di diritti umani”, e’ per le popolazioni autoctone, salutate all’inizio con alcune espressioni prese dalla loro lingua. “Questa terra, se la guardiamo con gli occhi dei turisti, ci lascera’ estasiati – le parole di Francesco – pero’ dopo continueremo la nostra strada come prima. Se invece ci avviciniamo al suolo lo sentiremo cantare: ‘Arauco ha un dolore che non posso tacere, sono ingiustizie di secoli che tutti vedono commettere'”. “In questo contesto di ringraziamento per questa terra e per la sua gente, ma anche di sofferenza e di dolore, celebriamo l’Eucaristia”, ha proseguito il Papa, “e lo facciamo in questo aerodromo di Maquehue, nel quale si sono verificate gravi violazioni di diritti umani. Offriamo questa celebrazione per tutti coloro che hanno sofferto e sono morti e per quelli che, ogni giorno, portano sulle spalle il peso di tante ingiustizie”.

“Rimaniamo un minuto in silenzio, davanti a tanto dolore e tanta ingiustizia”, ha aggiunto a braccio. Poi la citazione della preghiera di Gesu’ nel Vangelo di Giovanni: che “tutti siano una cosa sola. In un’ora cruciale della sua vita si ferma a chiedere l’unita'”, ha commentato Francesco: “Il suo cuore sa che una delle peggiori minacce che colpisce e colpira’ il suo popolo e tutta l’umanita’ sara’ la divisione e lo scontro, la sopraffazione degli uni sugli altri. Quante lacrime versate!”. Oggi, ha proseguito il Pontefice, “vogliamo fare nostra questa preghiera di Gesu’, vogliamo entrare con lui in questo orto di dolore, anche con i nostri dolori, per chiedere al Padre con Gesu’: che anche noi siamo una cosa sola. Non permettere che ci vinca lo scontro o la divisione. Questa unita’, implorata da Gesu’, e’ un dono che va chiesto con insistenza per il bene della nostra terra e dei suoi figli”. E bisogna stare attenti a possibili tentazioni che potrebbero “inquinare dalla radice” questo dono che Dio ci vuole fare e con cui ci invita ad essere autentici protagonisti della storia. Il Papa e’ arrivato all’aeroporto ‘La Auracani’a’ di Temuco alle 9.30 (le 13.30 ora di Roma), per poi trasferirsi all’aerodromo di Maquehue, per il giro in “papamobile” tra i fedeli e la Messa, iniziata alle 14.30 locali. 

Agenzia DIRE  www.dire.it

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