Ordinanza su cattura e abbattimento dei cinghiali nel Comunedell’Aquila, il Partito Animalista Italiano presenta ricorso al Prefetto, provvedimento generico, viziato da eccesso di potere e pericoloso.

Il Partito Animalista Italiano ha presentato Ricorso al Prefetto, opposizione prevista dall’art. 54 del Testo Unico degli Enti Locali, contro la recente ordinanza del Comune dell’Aquila che, pubblicata il 14 gennaio 2020, prevede la cattura ed eventuale abbattimento di cinghiali presenti sul territorio comunale. L’Avv. Cristiano Ceriello, presidente e legale del Partito Animalista, afferma come si tratti di un’ordinanza che, così come emanata, risulta affetta da numerosi vizi, genericità ed illegittimità, oltre che eccesso di potere, e quindi viene proposto opposizione al Prefetto per chiederne la revoca.

In sostanza nei suoi scarni disposti, l’ordinanza del Comune dell’Aquila dispone: “la cattura dei cinghiali tramite apposite gabbie idonee al trasporto degli stessi in luoghi lontano dal territorio urbanizzato”; o in via alternativa “si può procedere all’abattimento selettivo dei selvatici”. Il Partito Animalista contesta, trattandosi di materia inerente l’ordine pubblico, appunto l’assoluta genericità dell’ordinanza ove non viene individuato alcun protocollo e riferimento analitico sul come e dove, nonchè in quali modalità, vengano preposte gabbie (di che tipo? Quali? Di quale forma e grandezza?), entro quali spazi e crismi, oltre che in quale modalità venga messa in sicurezza l’incolumità di uomini, traffico e animali. Addirittura tale assoluta indeterminatezza del primo capo e periodo, rende quindi per conseguenza logico dover procedere forzatamente all’abbattimento dei cinghiali. Ciò seppure nel riportato capo viene indicato un indeterminato “abbattimento selettivo”, senza precisare modalità, aree e precauzioni. L’abbattimento selettivo è in effetti riportato nei disposti dei Parchi Nazionali, ma previa approvazione di un Regolamento generale di attuazione, su modalità, luoghi e forme di operazione. Dall’ordinanza, invece, si intende e parrebbe intendersi permesso come in tutto il territorio, anche teoricamente in centro urbano ed abitato, in qualunque ora o situazione di assembramento di persone, si possa sparare a cinghiali ove non vi siano gabbie per la cattura.

A supportare l’opposizione del Partito Animalista vi è la Giurisprudenza di molti Tribunali Amministrativi che, appunto, hanno annullato provvedimenti amministrativi dello stesso genere.

E’ importante, ritiene l’Avv. Ceriello, non solo l’annullamento dell’ordinanza contestata, ma far valere il principio che non sono possibili abbattimenti o catture indiscriminati sui territori, in dispregio della salute e salvaguardia dell’ordine pubblico, delle persone e degli animali, nonchè del buon senso.

Partito Animalista Italiano

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