Occupazione indebita di stabile. Casapound senza vergogna.

ROMA NON SI PUÒ GESTIRE CON METODI ORTODOSSI.

Questo pomeriggio la sindaca di Roma, Virginia Raggi ha cercato di porre un freno all’arroganza di chi occupa abusivamente uno stabile sito in via Napoleone III, a pochi passi da piazza Navona, senza pagare alcun affitto.

Il blitz ha posto in luce una parte oscura di quanto accade nella gestione di una realtà molto complessa come Roma capitale e come, di fronte a forme di micromafia, il primo cittadino sia inerme, nonostante l’autorità che gli è stata fornita dagli elettori. L’articolo qui di seguito riportato mostra, con chiarezza e chi vuole capire capisca, cosa sta accadendo all’interno del M5S anche in Parlamento. Gli atti generati da implicite minacce evidenziati non già da parole esplicite, ma da comportamenti intimidatori fatti di indifferenza di fronte all’autorità, di strafottenza, di inciviltà e di ignoranza, nel senso di ignorare la storia che nei decenni passati ha causato il fascismo, provengono dai componenti di casapound che occupano lo stabile in modo indebito.

Per quanti, dopo aver letto la notizia, vorranno ancora blaterare sulla efficacia inconsistente della gestione Raggi, vale la pena ricordare che stiamo dentro ad un periodo storico pieno di terrore e che la Sindaca “tiene famiglia”.

Ripeto: chi vuole capire, capisca. Chi vuole sostenere l’ignoranza, lo faccia pure.

A suo rischio e pericolo.

25/07/2019

Antonella Necci

TGCOM24 CRONACA LAZIO
25 LUGLIO 201917:41
Roma, blitz della Raggi al palazzo occupato da CasaPound: “Via la scritta” Ma in Aula il M5s vota contro sgombero
L’insegna era stata apposta abusivamente sopra l’entrata dell’edificio, da tempo al centro di una querelle tra Campidoglio e Viminale
Roma, blitz della Raggi al palazzo occupato da CasaPound: “Via la scritta” Ma in Aula il M5s vota contro sgombero
Il sindaco di Roma Virginia Raggi si è recato allo stabile occupato da CasaPound in via Napoleone III, dove alcuni agenti della Digos hanno notificato il provvedimento che impone di eliminare la scritta Casapound dall’edificio. La scritta era stata apposta abusivamente sopra l’entrata dell’edificio, da tempo al centro di una querelle tra Campidoglio e Viminale. Pochi minuti dopo però il M5s ha votato con la Lega contro lo sgombero alla Camera.

“Via la scritta o si procederà in modo coatto” – “Se CasaPound non ottempererà spontaneamente a ciò che prescrive la notifica, ovvero la rimozione della scritta abusiva dal palazzo, si procederà in modo coatto”, ha affermato il primo cittadino pentastellato. “Via il simbolo della prepotenza, ripristiniamo la legalità”, ha concluso la Raggi.

La replica: “Faremo ricorso” – “È un atto amministrativo, faremo ricorso come ogni negozio che espone un’insegna che non va bene al Comune”. La mossa di Virginia Raggi non sembra preoccupare il leader di CasaPound, Simone Di Stefano. “Veramente parliamo del nulla, è come se fossero andati a un bar a multarlo perché tiene i tavolini fuori senza permesso”, ha aggiunto.

Il M5s vota con la Lega contro l’odg che impegna il governo allo sgombero – Pochi minuti dopo il blitz del sindaco Virginia Raggi in via Napoleone III, la Camera ha votato contro l’ordine del giorno al decreto Sicurezza bis, presentato dal Pd, sullo sgombero dello stabile occupato dal partito di estrema destra. A votare contro, oltre alla Lega e FdI, anche il Movimento 5 Stelle. La contraddizione è stata rilanciata via social dalla deputata del Pd Alessia Morani, che ha affermato: “La votazione è arrivata mentre il senatore pentastellato Patuanelli ci informava di quanto per loro non esistano eccezioni davanti alla legge e mentre invitava il Viminale ad attivarsi”.

In Campidoglio il M5s aveva votato a favore della mozione del Pd – E dire che, a gennaio, l’assemblea capitolina aveva votato a favore della mozione presentata dal Pd per sollecitare lo sgombero. Il M5s aveva accolto positivamente il testo presentato dal consigliere dem Giovanni Zannola. “Purtroppo lo sgombero non dipende da noi altrimenti lo avremmo già fatto”, ha detto il capogruppo capitolino M5s, Giuliano Pacetti, aggiungendo: “Siamo i primi a intervenire sulla scritta che è abusiva quanto l’occupazione dello stabile”.

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