Nota su Accordo 26 Ottobre 2017 – Aggiornamento Piano Industriale UBI Banca.

Le intese raggiunte in UBI il 26 ottobre rappresentano una prima importante tappa nell’operazione che vede il Gruppo impegnato nell’incorporazione delle tre Bridge Banks che ha acquisito qualche mese fa (il 23 ottobre NBM ha rappresentato il primo step); le parti hanno convenuto di siglare un accordo “quadro” utile a stabilire le prime linee guida delle misure che in arco piano (termine 2020) saranno individuate per gestire al meglio tutti gli impatti e le ricadute sul personale.

Avendo come obiettivi principali, sin dalle prime battute del negoziato, la tutela dei livelli occupazionali e la forte opposizione ad ogni ipotesi di esternalizzazioni (esplicitamente previste dalla lettera con cui il Gruppo ha avviato le procedure di confronto sindacale previste dal CCNL), il Sindacato ha con l’Azienda  tracciato un percorso che utilizzerà tutta la strumentazione degli accordi di settore che hanno peraltro caratterizzato la contrattazione collettiva degli ultimi anni, prevedendo inoltre sul versante delle assunzioni.

Risultato importante delle intese è senza dubbio quello di aver portato ad un primo esito le dichiarazioni che il Consigliere Delegato Victor Massiah ha ufficialmente consegnato con lettera di aprile scorso ai Segretari Generali delle OOSS: il contenimento della mobilità territoriale, i processi di riconversione professionale e la valorizzazione delle professionalità, ed infine processi di incorporazione che portano le attività lavorative verso i dipendenti con la creazione di Poli Territoriali

sono tutti segni concreti di linee che permettono di guardare al futuro con prospettive concrete di gestibilità di un’operazione difficile che avrà il connotato, portato nell’accordo, di responsabilità e sostenibilità sociale.

Il percorso è lungo, comunque difficile, ma con queste linee guida si sostanzia la possibilità di affrontarlo con ridotti impatti sociali. Certo, sul piano dell’attenzione ai territori, saranno da valutare anche le politiche che il Gruppo UBI svilupperà sui punti più critici dell’incorporazione (che rappresentano, peraltro, il più impegnativo banco di prova del Sindacato per la gestione degli esuberi che l’accordo quadro affida principalmente all’accesso volontario al Fondo di solidarietà di settore): le prospettive, tra molte incognite e qualche primo segnale di concretezza, possono comunque evolvere verso buoni risultati per il Gruppo e verso buone occasioni di rilancio di economie importanti del territorio nazionale segnate nel recente passato non solo da calamità naturali (il terremoto in Marche ed Abruzzo, territori di elezione di NBM e NCC) ma anche da calamità sociali come l’attentato al risparmio ed ai risparmiatori (che ha purtroppo avuto il suo epicentro nei territori di elezione di NBE).

(Mario Gentile – Segretario Nazionale Fisac Cgil)

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