Non solo immigrati, nel D.L.” Rilancio” anche 1,15 miliardi di euro destinati all’agricoltura Cia Latina: una boccata d’ossigeno anche per agricoltura laziale.

Quindi una valutazione complessivamente positiva e di relativa soddisfazione, con l’incognita dei tempi e delle procedure di attuazione di alcuni di questi provvedimenti: preoccupano le difficolta procedurali incontrate per i prestiti dalle banche ed il rischio che le procedure previste anche dal D.L. Rilancio non consentano di fruire tempestivamente dei benefici di cui gli agricoltori hanno bisogno. Il nostro Paese ha un grande problema irrisolto che è quello dell’efficienza del sistema ammnistrativo e istituzionale nel suo complesso, rileva il Presidente provinciale Perfili.

Per quanto riguarda la regolarizzazione di migranti irregolari, le misure contenute nel Decreto rappresentano, comunque, un contributo non indifferente per ridare legalità, dignità e diritti a lavoratori stranieri, ma anche italiani, troppe volte in balia dei caporali o di datori di lavoro senza scrupoli. Al contempo offrono una prima, benché parziale, risposta alla necessità di tanti agricoltori che rischiano di lasciare frutta e verdura a marcire nei campi, a causa della mancanza di lavoratori stagionali, d’altra parte anche le altre ipotesi prospettate e che potranno coesistere (voucher, corridoi verdi) non sembrano risolutive e presentano diversi pro e contro. Infine, ma non meno rilevante in tempi di pandemia, assicura un controllo sanitario per tanti immigrati, riducendo pericoli di nuovi contagi.

Ma nel decreto, in attesa di pubblicazione sono previsti anche consistenti fondi, per circa 500 milioni, destinati a quei settori che hanno subito maggiori difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus, afferma il presidente Cia Latina, come il florovivaismo, la zootecnia da latte, il vino, l’agriturismo. Tutti comparti rilevanti per la nostra Regione e in particolare per i territori del Basso Lazio di Latina e Frosinone, in cui le restrizioni del lockdown, con la chiusura degli esercizi pubblici di ristorazione, lo stop a spostamenti e cerimonie e il rallentamento dell’export, hanno prodotto danni enormi. In più, ci saranno le risorse gestite da Ismea per facilitare l’accesso al credito e quelle destinate al Fondo indigenti per acquistare latte, carne, formaggi Dop, frutta e verdura da donare a tutti coloro ora sono a rischio povertà. Conferma anche sui bonus di aprile ad agricoltori (600 euro) e braccianti (500 euro), con un aumento a 1.000 euro per maggio solo per gli agricoltori danneggiati al 33%. Previsto anche l’aumento della cassa integrazione in deroga per i lavoratori agricoli che viene allungata da 9 a 15 settimane. E poi la novità dell’inserimento dell’agricoltura (compresi gli agriturismi) nell’articolo sul Fondo Perduto rivolto alle PMI, vale a dire per tutte le imprese agricole danneggiate oltre il 33%, ci sarà la possibilità di una erogazione dall’ Agenzia delle Entrate (bonifico) con un minimo di 1.000 euro per le ditte individuali e 2.000 euro per le società.

Sintesi misure previste in agricoltura:

  • 500 milioni per Fondo florovivaistico e filiere in difficoltà;
  • 100 milioni per il vino;
  • 50 milioni per i Consorzi di bonifica;
  • 250 milioni per accesso al credito tramite Ismea;
  • 250 milioni per il Fondo Indigenti.

Inoltre, sono previsti altri interventi, trasversali al settore, per imprese e lavoratori:

  • Cassa integrazione per i lavoratori agricoli;
  • Bonus per i lavoratori stagionali agricoli;
  • Bonus vacanze, anche per l’agriturismo;
  • Contributi a fondo perduto, anche per le aziende agricole;
  • Cumulabilità lavoro agricolo con i sussidi (reddito di cittadinanza, Naspi, cassa integrazione);
  • Esenzione Imu agriturismi.

Infine, il Decreto stabilisce l’anticipo Pac per l’anno 2020 nella misura del 70%, anche per le procedure ordinarie.

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