NEWS PSICOLOGIA. Fase 2 e ‘liberta’ velata’, ecco i rischi per la mente.

Parla lo psicologo lo verso: aspetti positivi e negativi (DIRE – Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 12 mag. La Fase 2 e’ appena iniziata, a questo punto la mente umana si e’ aperta alle nuove possibilita’ e ad un nuovo corso, anche se questo pone delle limitazioni per continuare a contrastare l’avanzata del coronavirus. Per l’ordine degli psicologi di Sicilia si tratta di una sorta di “liberta’ velata”, che contiene lati positivi ma anche rischi: “essere chiusi in casa aumenta il rapporto con se stessi e il proprio pensiero – sono le parole del professor Girolamo Lo Verso -. Questo e’ il presupposto con cui dobbiamo fare i conti tutti noi. Ciascuno ha affrontato questo periodo a modo suo. Come e’ andata? Per dirlo in realta’ e’ ancora presto. Con le reazioni abbiamo dato vita a nuove esperienze, a cominciare da quelle familiari visto che quelle esterne sono venute a mancare. Con esse il nostro pensiero intreccia relazioni che possono virare anche in sogni d’angoscia. Ma insieme a questi ci sono stati quelli di una normale e sana quotidianita’ ritrovata. Sono proprio le relazioni familiari – aggiunge Lo Verso – ad aver compensato le assenze esterne. Certo, in senso lato, ne ha risentito la sfera della sessualita’. A livello sociale il grande assente e’ stato il corpo. È buffo vedere i siciliani senza la ‘vasata’ (il bacio) per noi antropologicamente sacro. La nostra mente sta passando da un sentimento salvifico, quello verso il governo ad esempio, ad uno che fara’ emergere l’egoismo del far finta di niente purche’ il mondo ricominci a correre – ancora Lo Verso -. La continua convivenza forzata ha inciso sulle contraddizioni preesistenti in un certo senso. La famiglia perfetta d’altronde esiste solo nelle pubblicita'”. Sono dunque cambiati gli equilibri? E tutto cio’ come incidera’ sul futuro? “In questo senso sembra che ci avviamo lentamente e prudentemente alla normalita’ – risponde Lo Verso -. Facciamo bene visto che superficialita’ e esclusivo culto del business non funzionano (ne e’ un esempio il caso americano). Probabilmente la figura dello psicologo oggi servira’ per rimetterci in sesto, per ricostruire una identita’ sociale perduta. E ci auguriamo che questo supporto possa diventare uno dei capisaldi del nuovo sistema sanitario nazionale”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

 

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