Navigli affollati, il sindaco Sala furibondo: “Li chiudo e coi baristi parlate voi”.

di Nicola Mente

Il sindaco di Milano è su tutte le furie per le immagini dei Navigli pieni di gente ieri all’ora dell’aperitivo: “Leggerezze ed errori comprensibili due mesi fa, non ora dopo tutto quello che abbiamo visto”.

MILANO – Le immagini di ieri lungo i Navigli sono vergognose. Io non sono un politico da metafore, ma sono un politico da atti. O le cose cambiano oggi, non domani, non è un penultimatum ma un ultimatum, o domani io prenderò provvedimenti e chiuderò Navigli e asporto, e poi lo spiegate voi ai baristi perché il sindaco non gli permette di vendere”. Al sindaco meneghino Giuseppe Sala le immagini di ieri sui Navigli milanesi non sono proprio andate giù, e lo fa chiaramente intendere in quello che è il videomessaggio più “incazzato” (per usare una sua espressione) da quando ha iniziato questa pratica quotidiana per comunicare con la cittadinanza.

 

navigli milano 7 maggio

“RIAPRIRE È QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA”

“Noi siamo non solo in crisi da un punto di vista sanitario- spiega Sala- ma siamo in una profondissima crisi socio-economica“. Dunque Milano come sottolinea il primo cittadino in versione ‘quasi De Luca’ “ha bisogno di ritornare a lavorare”, e “riaprire non è un vezzo ma una necessità”. Anche perché “quando c’è da ringraziare i milanesi per il loro comportamento virtuoso io sono il primo a farlo e mi piace anche, però- specifica- poi ci sono i momenti in cui incazzarsi, e questo è uno di quei momenti“.

Il sindaco ribadisce di stare dalla parte “di quelle famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese”, dalla parte di quelli che “vanno a lavorare e non a divertirsi, per portare a casa per le loro famiglie quanto necessario”. Ecco perché non permetterò che quattro scalmanati senza mascherina e uno vicino all’altro mettano in discussione tutto ciò“.

“SI POTEVA ESSERE INCONSAPEVOLI DUE MESI FA, NON ORA”

Un sindaco che riconosce anche i propri errori: “Potevamo essere inconsapevoli due o tre mesi fa e anche io lo sono stato, ma ora no… dopo tutto quello che abbiamo visto”. Dopodiché, mi prendo le mie responsabilità e ci metto più vigili, ma “non è un guardia e ladri, non è un gioco”, anche perché “non possiamo permettercelo in una città da 1.4 milioni di abitanti e da 1.700 chilometri di strade”. Proprio per questo l’appello è rivolto alla cittadinanza, con delle distinzioni, “perché i milanesi senza testa sono l’1% e io non permetterò che quell’1% metta in difficoltà il 99%”. Detto questo, “vedremo domattina com’è la situazione”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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