MUSICA. ROGER WATERS A ROMA: RESTIAMO UMANI, PORTI APERTI AI MIGRANTI.

DAI PINK FLOYD AL PERIODO SOLISTA, ‘SPETTACOLO EPICO E POLITICO’ (DIRE) Roma, 15 lug. – Roger Waters torna a Roma 5 anni dopo il mega concerto del 2013, quello di The Wall all’Olimpico. Questa volta la location e’ affascinante, eterna: come il suo collega David Gilmour, anche Waters sceglie il Circo Massimo, nella parte dedicata al concerto riempita fino all’inverosimile, con 45mila spettatori. Alterna leggerezza della musica e durezza delle immagini, il ‘Genio creativo dei Pink Floyd e’ capace di raccontare la storia recente dell’umanita’, mettendo di fronte il potere politico e il consumismo, la debolezza degli oppressi, di coloro che tendono la propria mano sperando di trovarne un’altra pronta ad accoglierli. Proprio le mani sono tra le protagoniste, in qualche modo, dello show di Waters. Alle spalle del palco e’ montato un maxischermo maestoso: come fosse diviso in tre parti, due estremi piu’ una parte centrale, in cui permettere a chiunque di godere di un evento straordinario. Dall’attacco al consumismo, a quello di poteri forti che dominano il mondo, i ‘maiali’, fino alle vittime, gli emarginati di un mondo sempre piu’ condizionato dalla fame di denaro, di potere, lo schermo alle spalle di Waters e’ una finestra sull’umanita’, senza censure, senza voglia di nascondere la verita’. Waters regala uno show epico alle migliaia di fan accorsi nell’eterno Circus Maximus. L’attesa passa in un silenzio surreale, in cui un sottofondo di musica araba scandisce i minuti. Come per gli altri live del tour ‘Us + Them’, con cui gia’ nel 2017 ha girato Nordamerica e Canada, la scaletta e’ dedicata per gran parte al periodo floydiano: da The Dark Side Of The Moon a Meddle, da The Wall a Wish You Were Here, Waters reinterpreta i successi degli ultimi 50 anni che hanno contribuito ad alimentare il mito dei Pink Floyd.

Roger Waters da’ il meglio di se’ passando dal basso alla chitarra acustica, a quella elettrica. Mixando canzoni di album differenti, riesce a creare una sorta di filo logico tra canzoni pubblicate in momenti storici differenti: dopo l’intro dedicata a Breathe, da Dark Side, One Of These Days infiamma il pubblico grazie ad una intro di basso da batticuore. Pazzesca la scelta delle immagini, in cui, come dicono le poche battute di una canzone essenzialmente strumentale, qualcuno sta per essere fatto a pezzetti. E poi, ancora da the Dark Side Of The Moon, Time, Breathe (Reprise) e The Great Gig in the Sky: Clare Torry, l’interprete originale del lungo, celebre, acuto della canzone e’ decisamente inimitabile, ma le due coriste di Waters che l’hanno interpretata, hanno reso il giusto omaggio alla canzone. E poi ancora Welcome to the Machine, dall’album Wish You Were Here, in cui Waters critica ‘The Machine’, l’industria musicale, le etichette discografiche, che si nutrono dei talenti dei nuovi cantanti e gruppi per sopravvivere. Una canzone decisamente attuale, scritta pero’ nel lontanissimo 1975. Un capolavoro che precede tre pezzi tratti da Is This the Life We Really Want?, quinto e ultimo album da solista del ‘Genio’: De’ja’ Vu, Picture That e soprattutto l’attualissima The Last Refugee. E poi ancora la trionfale Wish You Were Here, dedicata all’amico Syd Barrett, fino a The Wall con The Happiest Days of Our Lives e Another Brick in the Wall Part 2/Part 3. Dopo una meritatissima pausa di venti minuti, in cui sullo schermo scorrono i nomi e cognomi da cui difendersi, nomi, quindi pericoli, a cui resistere, si riprende con canzoni tratte da Animals con Dogs e Pigs: un album decisamente sottovalutato ma a cui Waters tiene molto, un album sicuramente critico e non solo nei confronti degli uomini di potere.

Qui il maxischermo si trasforma nella Battersea Power Station, la centrale termoelettrica di Londra, un luogo di culto per i fan dei Pink Floyd. E’ qui che Trump diventa un “maiale”. E sullo schermo passano i nomi di May, Erdogan, Trump, Berlusconi, Salvini…. L’attualita’ e il recentissimo passato. E poi ancora, Money, Us And Them, in cui mette di fronte l’uno all’altro il peggio e il dramma di questo mondo. E ancora Smell The Roses, dall’ultimo album, Brain Damage ed Eclipse. Qui Waters mette la Roma antica al centro del prisma di Storm Thorgerson, quello della storica copertina di The Dark Side Of The Moon, grazie ad un incredibile gioco di luci e di effetti. Pur contro il volere di alcuni, non di molti, Waters ferma tutto e per 6 minuti esprime il suo dissenso nei confronti di chi ha portato al dramma umanitario al centro della recente attualita’. E a un ipotetico sconosciuto fan, che prima del concerto su Facebook gli chiede di “non lanciare messaggi politici”, il genio floydiano risponde con un inequivocabile ‘Fuck You!’. Perche’ Waters, a modo suo, politica continuera’ a farne, eccome. Ringrazia chi ha permesso “a quattro imbarcazioni con migranti a bordo, dirette in Italia di approdare nonostante la chiusura dei porti”. Con il volo di Algie, il maiale gigante presenza fissa da decenni ai suoi concerti e con la scritta ‘Restiamo umani’, Waters lancia un appello ai fan presenti a Roma e al mondo intero: recuperare il senso di umanita’ perso negli ultimi anni. E chiede di farlo “per i nostri figli e per i nostri nipoti. Dobbiamo permettere anche a loro di godere delle colline toscane come del deserto dell’Afghanistan. C’e’ qualcuno che vuole distruggere tutto questo”. Si torna a cantare e lasciarsi trasportare dalla magia della musica di Waters con i bis da The Wall, Mother e Comfortably Numb: con leggerezza, ma senza dimenticare in che mondo viviamo, grazie alle parole, ma soprattutto, alle immagini appena viste. La leggerezza della musica, la forza delle immagini. Waters probabilmente chiude qui con i concerti. Ora portera’ avanti il suo mastodontico tour. Il segno e’ lasciato, purtroppo i 75 anni sono dietro l’angolo. La voglia e l’energia sono quelle di un tempo, la carta d’identita’ non lascia scampo. E allora meglio godersi quello che il suo genio creativo ci ha donato in oltre 50 anni. Non e’ poco. Ecco la scaletta: (Speak to Me)/Breathe One of These Days Time Breathe (Reprise) The Great Gig in the Sky Welcome to the Machine De’ja’ Vu The Last Refugee Picture That Wish You Were Here The Happiest Days of Our Lives Another Brick in the Wall Part 2/Part 3 Dogs Pigs (Three Different Ones) Money Us and Them Smell the Roses Brain Damage Eclipse -BIS Mother Comfortably Numb.

 

Potrebbero interessarti anche...