Migranti, Tajani: “Chiederò riforma dei trattati di Dublino”.

“Non c’è da essere troppo ottimisti, ma farò di tutto perché si compiano dei passi in avanti. Non si prenderanno decisioni, trattandosi di una riunione informale dei capi di Stato e di Governo. Chiederò che si decida durante la prossima riunione la riforma di Dublino, per permettere ai rifugiati che arrivano in Europa di essere ricollocati immediatamente in altri Paesi, diversi da quelli dove attraccano le navi. Se si fosse fatto quello che aveva deciso il Parlamento Europeo non ci sarebbe stato il caso della nave Diciotti. In più chiederò che si lavori intensamente per investire di più in AfricaServono almeno 40-50 miliardi per impedire che gli africani siano invogliati a lasciare il loro continente. Dobbiamo lavorare alla stabilità e alla crescita di quel continente”. Così a Sky TG24 il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, rispondendo alla domanda su cosa si aspetti dal Consiglio Ue informale di questa sera.  “Nel 2050– ha spiegato- avremo due miliardi e mezzo di africani, se non cambiano le cose non avremo più migliaia di persone, ma milioni di persone che si sposteranno. O l’Europa capisce questo o quando si renderà conto della drammaticità della situazione sarà troppo tardi. Serve agire immediatamente Sono mesi che mi sto battendo per la soluzione alla radice della situazione”.

GOVERNO ITALIANO NON CREDIBILE IN EUROPA

“L’Italia purtroppo non è né credibile né forte in Europa. Non bastano le interviste ai giornali a casa nostra, serve portare a casa risultati concreti. Fuori dai confini mi pare che l’Italia non li stia ottenendo. Non mi spaventa Bruxelles, mi spaventano i mercati. Se già c’è stata una fuga di oltre 70 miliardi di euro da casa nostra vuol dire che qualcosa non funziona. Se si vogliono fare insieme flat tax, reddito di cittadinanza e abolizione della legge Fornero si fanno saltare i conti pubblici e a pagare saranno gli italiani”. Lo ha detto a Sky TG24 il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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