MIGRANTI. IN GRECIA PICCOLI RIFUGIATI DISEGNANO MURALE PER LA PACE.

Dare l’opportunita’ ai bambini di esprimere se stessi attraverso l’arte. È l’obiettivo dell’iniziativa di Unicef ed Elix che ha coinvolto 180 bambini e ragazzini tra 3 e 17 anni del centro di Skaramagkas, vicino ad Atene. Insieme a loro gli artisti Achilleas Souras e Alice Pasquini (RED.SOC.) ATENE – “Mi piace dipingere con le mani”. A parlare e’ Nazli, 5 anni, uno degli oltre 180 rifugiati dai 3 ai 17 anni che hanno partecipato alla realizzazione di un murale al centro di accoglienza Skaramagkas, situato pochi chilometri fuori Atene, insieme agli artisti Achilleas Souras e Alice Pasquini. L’iniziativa e’ stata promossa da Unicef ed Elix, una organizzazione non governativa locale, per dare l’opportunita’ ai bambini di esprimere se stessi attraverso l’arte. Il murale, che e’ lungo 15 metri e altro 3, simboleggia unita’, pace e amicizia e mostra 7 ragazzi di spalle che guardano oltre il muro: i bambini hanno dipinto messaggi e immagini sul retro delle magliette indossate dai ragazzi raffigurati nel murale. “Volevamo fare qualcosa che riguardasse l’identita’, qualcosa che riguardasse ognuno di loro e allo stesso tempo tutti – ha spiegato Alice Pasquini, artista romana che usa pittura, illustrazioni, installazioni e animazione per creare opere che condividano un messaggio di empowerment – Ne e’ uscita un’immagine con 7 ragazzi che oltrepassano il muro, superando le difficolta’, insieme. Questo e’ qualcosa che i bambini possono imparare: crescere insieme e sostenersi a vicenda”. Ci sono circa 23.500 bambini e adolescenti rifugiati attualmente in Grecia, di cui un terzo vive in strutture aperte sparse nel Paese. Skaramagkas si trova vicino a un cantiere navale nell’area del Pireo ed e’ la casa per 2.500 migranti e rifugiati, di cui oltre la meta’ sono bambini. Questi bambini e le loro famiglie hanno vissuto all’interno di container nel campo per piu’ di un anno, esposti a rischi e senza possibilita’ di essere integrati nella societa’ greca. All’interno di Skaramagkas, Unicef sostiene il centro educativo di Elix con fondi dell’Unione europea e da’ opportunita’ educative ai bambini da 3 a 17 anni, per aiutarli a integrarsi nel sistema educativo greco. Attualmente Unicef gestisce 16 centri di educazione informale in Grecia con partner locali: dalla meta’ del 2016 oltre 9.500 rifugiati hanno beneficiato dell’intervento di Unicef sull’educazione (aiuto con i compiti, classi di sostegno, corsi di lingua e life skills). “Il messaggio di unita’ e’ emerso come quello piu’ forte tra i vari temi che abbiamo esplorato all’inizio”, ha detto Achilleas Souras, artista che, nel 2016, creo’ “Sos – Save our souls”, un’installazione realizzata con oltre mille giubbotti di salvataggio recuperati lungo le coste delle isole greche di Samo, Lesbo e Chio. Il muro si trova vicino a un campo da basket e gli artisti hanno portato palloni da pallacanestro per dare la possibilita’ ai bambini di giocare. “Ho disegnato un cuore e scritto il mio nome – ha detto Mohamed, 15 anni – Solo l’amore puo’ salvare il mondo”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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