MIGRANTI. CABRAS (M5S): SALVINI IMBROGLIA SUI NUMERI.

(DIRE) Roma, 3 nov. – “Matteo Salvini imbroglia sui numeri dei flussi migratori e percio’ la ministra dell’interno Lamorgese – che lavora dove lui non lavorava mai – ha buon gioco a smentirlo. Quando oggi andiamo a contare i risultati, i numeri, le cifre, gli accordi internazionali conclusi, i trattati cambiati o lasciati uguali da lui ministro, le chiacchiere stanno a zero”. Lo scrive su Facebook il deputato del MoVimento 5 Stelle Pino Cabras, componente della commissione Affari Esteri alla Camera. “Quando afferma che le autorita’ italiane accettano dalla Germania ’50 profughi al mese- dice Cabras- tutti i mesi’, e che quando c’era lui la procedura ‘era stata ovviamente respinta’, Salvini dice una corbelleria: nei suoi mesi di governo nel 2018 la media era di 200 profughi al mese. E gli accordi di Dublino che comportano che i migranti debbano presentare la domanda di asilo nel paese di primo accesso sono proprio quelli che a suo tempo furono ratificati dalla Lega e che Salvini non ha mai voluto cambiare”. “Dai comizi senza piu’ copertura ministeriale- aggiunge Cabras– ora urla che quei 50 profughi al mese, ossia meno di 1000 l’anno (certamente molti di meno di quando c’era lui), sono un’emergenza che ci rende addirittura schiavi della Merkel. Solo che Salvini fa cosi’: nei comizi di piazza e’ come il ragionier Fantozzi che si fa bello con i colleghi, spavaldamente pronto a cantargliene quattro ai suoi superiori, ma quando deve entrare davvero in certi salotti diventa il Fantozzi ripiegato e succube che invece sussurra, come ha fatto, che tutta questa costruzione europea e’ ‘irreversibile'”.

“Eppure le cose da fare davvero potrebbero riordinare i termini della questione, cosa su cui insistiamo da tempo, spiega il deputato 5S: – occorre fare a livello europeo quel che l’Europa ha fin qui impedito di fare, ossia negoziare insieme il modo di trattare la sequenza interminabile dei flussi migratori in entrata, creando una struttura stabile in cui tutti i paesi siano impegnati a vigilare sulle frontiere, a salvare e soccorrere chi e’ in pericolo, a individuare le vie d’ingresso (porti e aeroporti), a metterle militarmente in sicurezza (non solo in Italia, non solo in Europa); – pretendere che diventi una questione centrale una profonda revisione del Regolamento di Dublino, con un consenso privo di interpretazioni ambigue su come redistribuire i rifugiati; – definire percorsi di normalizzazione della permanenza che reprimano le mafie schiaviste e il business emergenziale, con forme di inserimento dignitoso per i rifugiati nella vita lavorativa e sociale, in base alle loro competenze”. “Per quanto mi riguarda- conclude Cabras– cerchero’ tutte le possibili vie diplomatiche che rendano conveniente ricostruire il tessuto economico del ‘Mediterraneo allargato’. La stabilizzazione del Sahel in un contesto africano via via liberato dal colonialismo e’ un tema che oggi puo’ apparire lontano e incomprensibile per noi, ma che ha invece un valore strategico eccezionale per centinaia di milioni di persone e anche per il nostro popolo. Partecipero’ per il Parlamento italiano alla conferenza sul Sahel organizzata nella sede dell’Onu il 14-15 novembre prossimi”. “Prima la politica italiana porra’ questo tema al massimo livello europeo, meglio sara’. Ma dovranno aiutarci anche i troppi che per ora si concentrano su battaglie politiche provocatorie che non cambiano nulla e polarizzano il dibattito in modo sbagliato”, conclude Cabras.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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