MIGRANTI. BINETTI: SIANO PRIORITA’ DEL NUOVO PARLAMENTO UE.

(DIRE) Roma, 30 giu. – “Il tema della Sea Watch sta riempiendo telegiornali e prima pagine dei giornali, con la doppia polarizzazione della tensione tra Salvini e Carola, da un lato, e giustizia e misericordia dall’altro. Anche se c’e’ una evidente distorsione nell’impostazione complessiva. Salvini fa il garante del Paese, dei suoi confini, delle sue leggi, dei diritti dei suoi abitanti. Carola invece si schiera dalla parte dei naufraghi, di coloro che vengono da paesi in guerra continua, che fuggono dalla fame e dalle torture. Anche lei si pone dalla parte dei diritti umani, ma li ammorbidisce nella prospettiva della fragilita’ dei richiedenti asilo che impone un dovere di solidarieta’ a chi dovrebbe garantirne la salvaguardia. Ma lo fa, anche lei, partendo da un presupposto radicale: solo l’Italia e’ in grado di farlo e quindi l’Italia deve farlo. Nel caso che non lo facesse, come di fatto e’ avvenuto, lei e’ disposta a sfidare il mondo intero per tutelate quei naufraghi. Ne’ Carola ne’ Salvini hanno mai voluto prendere in considerazioni soluzioni alternative; non hanno accettato mediazioni; non sono scesi a nessun compromesso. Hanno fatto della vita di quelle persone un brutto braccio di ferro, per riaffermare la propria volonta’ e il proprio punto di vista. Il che per entrambi significa il proprio potere. L’Olanda ha dato ragione all’Italia e nonostante Carola battesse bandiera olandese su di una imbarcazione tedesca, non ha voluto accogliere i naufraghi. Ha restituito la responsabilita’ interamente a Carola e ne ha capovolto l’immagine di eroina diffusa da giorni sulla nostra stampa.” Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC, che continua: “Le nuove politiche europee in materia di migrazione, che dovra’ urgentemente mettere in atto il Parlamento europeo, appena eletto, dovranno riscrivere le leggi che minacciano di stravolgere i rapporti tra i paesi del Mediterraneo. Italia, Francia, Spagna, Grecia Portogallo… insieme a tutto il Nord Africa e ad alcuni dei Paesi del MO circoscrivono quella che a buon diritto e’ stata considerata la culla della cultura occidentale. Arte, filosofia, matematica, medicina, saperi scientifici e saperi umanistici, oltre alla stessa cultura della democrazia sono nati nel Mediterraneo e si sono diffusi grazie al Mediterraneo stesso. La Magna Grecia e’ in Italia e tracce straordinarie dell’ingegneria e dell’architettura romana si trovano in Libia e nei Paesi vicini. La contaminazione dei saperi e delle culture ha fatto crescere ogni forma di cultura in modo esponenziale. E tutto cio’ oggi si riduce ad un braccio di ferro,che avrebbe potuto trovare molte altre soluzioni accettabili, senza scivolare in una prassi ricattatoria che in tempi diversi sarebbe stata l’anticipo di una guerra per violazione dei confini nazionali. Oggi non e’ cosi’ e non sara’ cosi’. Ma la misura e’ colma e occorrono nuove soluzioni condivise per evitare strappi e provocazioni e tornare alle radici della nostra cultura e della nostra tradizione.”

Agenzia DIRE  www.dire.it

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