MIGRANTI. ARCIVESCOVO PALERMO: PANDEMIA DIVENTATA SCUSA PER RESPINGERE

UN’ABIEZIONE RIMANDARE UN NEONATO NEI CAMPI CONCENTRAMENTO LIBIA” (DIRE) Palermo, 14 lug. – “La pandemia sembra essere diventata un motivo ulteriore di disinteresse, di chiusura e di respingimento” nei confronti di chi dall’Africa giunge verso l’Occidente sottoponendosi a un “esodo disumano”. Queste le parole pronunciate dall’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, nel corso del suo discorso alla citta’ in occasione del Festino di Santa Rosalia. “Come se il nostro malessere fosse una scusa buona per chiudere la porta in faccia a quanti, ancora una volta da noi, hanno ricevuto, dopo secoli di soprusi e di rapine, anche il virus che si trova sui barconi”, ha aggiunto l’arcivescovo di Palermo ricordando poi che “giorni fa, addirittura, abbiamo avuto l’ardire di rimandare in Libia, nei campi di concentramento, un bambino neonato”. Per Lorefice “e’ stato il colmo dell’abiezione e stasera davanti a te – rivolgendosi a Santa Rosalia – io devo gridare basta: basta con questo egoismo omicida e suicida. Basta con questa miopia. Se il virus non ci ha insegnato che il destino del mondo e’ uno solo, che ci salveremo o periremo assieme, se la pandemia ci ha resi ancora piu’ pavidi e calcolatori, facendoci credere di poter salvare il nostro posto al sole, siamo degli illusi, dei poveri disperati”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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