MES. BRUNETTA A MELONI: L’ASSENZA DI CONDIZIONALITÀ HA UN FONDAMENTO GIURIDICO.

(DIRE) Roma, 10 lug. – “Tu sostieni apertamente che non bisogna prendere il MES perche’ e’ un prestito “senior”, che devi rimborsare prima degli altri creditori e questo concorre ad aumentare i rendimenti della parte “junior” (che sarebbero gli ordinari BTP). 37 miliardi di euro su 2.500 miliardi del totale del debito pubblico o sui piu’ o meno 500 miliardi di roll-over annuo. Un peso destinato poi ad abbattersi subito, man mano che il prestito viene rimborsato. E ti sembra questo una cifra sufficiente per frammentare il mercato del debito pubblico italiano? Stiamo scherzando? Seguendo il tuo ragionamento, allora, nessuna societa’ dovrebbe piu’ andare in banca a chiedere un prestito, ma dovrebbe emettere solo corporate bond, altrimenti questi diventerebbero junior. E fermiamoci qui”. Cosi’ Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, in una lettera all’Huffington Post. “Infine, sulla questione del Mes come trappola inserita nei trattati ti rispondo con l’analisi del prof. Stefano Ceccanti, che sara’ anche un deputato del PD, ma che e’ anche un serissimo costituzionalista e professore ordinario di diritto pubblico, che nei giorni scorsi ha risposto alle seguenti domande: come e’ possibile che il Mes sia cambiato, consentendo di espungere le condizionalita’, a parte quella di finalita’ di ristrutturazione dei sistemi sanitari, senza che siano cambiati i Trattati? E’ solo una decisione politica? Se si’, come si puo’ pensare che la volonta’ politica possa comunque prevalere sulle norme scritte? Questa domanda, o meglio questa serie di domande, se ne trascina fatalmente un’altra: chi ci assicura, specie nel caso si tratti di una mera volonta’ politica, che le condizionalita’ modello Troika all’improvviso non vengano reinserite? La tesi dell’assenza di condizionalita’, tranne quella sanitaria, ha un fondamento giuridico e non solo politico. La ‘norma-madre’ del diritto europeo da cui partire e’ l’art. 136.3, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea: “Gli Stati membri la cui moneta e’ l’euro possono istituire un meccanismo di stabilita’ da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilita’ della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sara’ soggetta a una rigorosa condizionalita'”.

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