MEDICINA, PER 1 DONNA SU 4 DIAGNOSI PRENATALE SOSPETTA. SECONDO CONSULTO SMENTISCE.

L’ESPERTO LANCIA “SECOND OPINION”, A ROMA ACCERTAMENTI GRATUITI IN CENTRI AD ELEVATA SPECIALIZZAZIONE

A Roma parte “SECOND OPINION”.

Accertamenti gratuiti in centri ad elevata specializzazione per avere una seconda opinione su una diagnosi prenatale sospetta. I tanti controlli da eseguire durante la gravidanza, per monitorare le condizioni di salute e sviluppo del feto, possono riservare brutte sorprese, ma non è raro che i risultati di una prima diagnosi siano smentiti in un secondo momento. Se è una donna su quattro a ricevere una diagnosi di sospetto, nella maggioranza dei casi una successiva
consultazione permette di escludere la problematica prospettata.

“Nei centri Altamedica di Roma si mette a disposizione gratuitamente esperienza, apparecchiature all’avanguardia e know- how scientifico, per Second Opinion in caso di diagnosi di una patologia del bambino – afferma Claudio Giorlandino, ginecologo, esperto in diagnosi prenatale, direttore generale dell’Italian College of Fetal Maternal
Medicine – La scelta tecnica deve infatti ricadere su centri dotati di specialisti di ogni aspetto della medicina del feto e tecnologie di assoluta avanguardia. Infine la consultazione non deve risentire dei propri orientamenti religiosi o morali ma deve essere libera e sincera, lasciando libera la donna di scegliere senza condizionamenti di ordine etico tali da generare sensi di colpa nella coppia genitoriale”,

“Dagli studi casistici relativi alle consultazioni in ecografia ostetrica – spiega l’esperto – risulta che circa il 25% delle donne in
gravidanza, durante tutto l’arco della gestazione, riceve una diagnosi ecografica o clinica di un sospetto, anche solo sussurrato, dell’esistenza di un ‘piccolo problema’ o addirittura di una patologia fetale, come una malformazione o un difetto congenito. Ben una donna su 4. Un numero enorme di madri che cadono immediatamente in
sofferenza psichica, ma che, per fortuna, nella stragrande maggioranza dei casi non vedono poi confermato il sospetto quando proseguono negli approfondimenti rivolgendosi ad altri specialisti per una ‘second opinion’’.
Dati da tenere a mente per le future mamme che potrebbero trovare sollievo nella ripetizione di un’indagine prenatale non andata a buon fine. “La ‘second opinion’ – osserva ancora l’esperto – è una consuetudine molto in voga nei Paesi anglosassoni e sempre più richiesta anche dai nostri specialisti quando si trovano di fronte ad una patologia o solo al sospetto di questa. Sono consultazioni mirate a chiarire il sospetto specifico emerso dalla prima osservazione e
tende a perfezionare la diagnosi o, come spesso accade, ad escluderla.
Spesso però sono molto difficili da ottenere, soprattutto in tempi brevi e con esperti della diagnosi prenatale. I centri devono essere ad altissima specializzazione, con migliaia di casi seguiti e risolti”.


Giovanna Astolfi
Ufficio Stampa
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