MANOVRA. BINETTI (UDC): FORTI CONTRADDIZIONI CON STRATEGIA SU SANITÀ.

C’E’ TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO (DIRE) Roma, 6 dic. “Appare del tutto singolare la coincidenza per cui mentre la Camera vara con decreto di Fiducia la legge di Bilancio 2019, con norme e finanziamenti previste per la Sanita’, il ministero della Salute pubblica il documento che disegna la sua strategia politica per il prossimo anno. Alla coincidenza temporale dovrebbero corrispondere decisioni univoche, per cui il ministro chiede ed ottiene finanziamenti per gli obiettivi strategici che intende perseguire. Ma non e’ affatto cosi’ e leggendo in parallelo i due documenti si ha la netta sensazione che siano stati scritti non solo da mani -e teste!- diversi, ma soprattutto che ognuno abbia del tutto ignorato quello che l’altro proponeva e pretendeva. Per cui non ci resta che attendere il nuovo caos in sanita’. Dice Giulia Grillo, attualmente ministro della Salute, che: la sfida futura riguardera’ la capacita’ di mettere a sistema diversi elementi in apparenza disomogenei, ma che insieme, nella loro complessita’, contribuiscono a qualificare i processi di erogazione dell’assistenza sanitaria. Leggendo i due documenti appare evidente la loro disomogeneita’, ma manca qualsiasi tentativo di metterne a sistema gli aspetti strategici. Nella legge di bilancio manca qualsiasi riferimento agli obiettivi strategici: non si parla ne’ di prevenzione, ne’ di comunicazione. Non si accenna affatto a politiche sanitarie internazionali o alle politiche per l’efficienza gestionale. Del tutto assente la promozione della qualita’ e dell’appropriatezza o la promozione della salute pubblica veterinaria e della sicurezza degli alimenti. In compenso si parla dei medici in formazione specialistica iscritti all’ultimo anno di corso che saranno ammessi alle procedure concorsuali per l’accesso alla dirigenza del ruolo sanitario. Difficile definirlo un obiettivo strategico qualificante! Come dire che i giovani medici saranno promossi generali, dirigenti, anche senza avere ancora conseguito il titolo di specializzazione. Ancora piu’ paradossale appare il fatto che i fondi per i farmaci innovativi vengano trasferiti nello stato di previsione del Mef, mentre le piccole farmacie (non solo le rurali) con fatturato inferiore ai 150mila euro, saranno escluse dall’applicazione delle percentuali di sconto operate dal SSN verso le farmacie convenzionate. In compenso ci sono 400.000 euro per la banca dati sulle DAT, evidentemente considerando una priorita’ assoluta il desiderio di sospendere nutrizione e idratazione, perche’ non dimentichiamo che questo e’ l’unico nodo cruciale della legge sulle DAT. Quella su cui a settembre si dovrebbe pronunciare la Consulta”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, Udc.

“Povera sanita’: e’ davvero un sistema malato, se e’ cosi’ evidente il suo caos programmatico ed operativo. Si sono chieste cose che non si sono ottenute e si sono ottenute cose che non rientravano affatto negli obiettivi strategici. Una vera schizofrenia che non depone niente di buono per i malati. Salvo forse il passaggio sull’ampliamento dello screening neonatale e quello sui fatturato dei farmaci orfani, esclusi dalla rilevazione del fatturato annuale di ciascuna azienda. Due misure a favore delle persone che hanno una malattia rara, ma a cui si nega il rinnovo del Piano nazionale per le Malattie rare, scaduto da oltre tre anni. Molte piu’ ombre che luci! Ma soprattutto grande confusione su cui sara’ difficile intervenire coerentemente in senato, anche se ci proveremo… Con un blando ottimismo, ma ben decisi a non demordere…”, conclude la senatrice Paola Binetti, Udc.

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