MANOVRA, ACLI: “NON SI INVESTE SUL LAVORO. E SI PENALIZZA TERZO SETTORE”.

Per le Acli, la manovra finanziaria punta “prevalentemente su due riforme assistenzialiste, Quota 100 e Reddito di cittadinanza, che oltretutto sembrerebbero non coprire la platea a cui erano state originariamente promesse. L’emendamento che sopprime la riduzione al 50% dell’IRES per i soggetti che operano in molti settori, tra cui assistenza sociale penalizzera’ buona parte del Terzo settore” (RED.SOC.) ROMA – Non piace alle Acli la manovra finanziaria in dirittura d’arrivo in queste ore: “Ci pare molto carente dal punto di vista degli investimenti e ci sembra che punti prevalentemente su due riforme assistenzialiste, Quota 100 e Reddito di cittadinanza, che oltretutto sembrerebbero noncoprire la platea a cui erano state originariamente promesse. Inoltre, la mancata rivalutazione della pensione, rischia di penalizzare un ceto medio che sta andando verso la soglia di poverta’ relativa. E’ inaccettabile poi l’emendamento che sopprime la riduzione al 50% dell’IRES per i soggetti che operano in molti settori, tra cui assistenza sociale, sanita’, beneficenza, istruzione, formazione, perche’ si tratta di un provvedimento che penalizzera’ in maniera molto pesanteuna buona parte del Terzo Settore”. box Inoltre, “riteniamo che una manovra che non preveda forti investimenti in politiche attive del lavoro rischi di essere debole. Il blocco delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione, dopo le promesse dei mesi scorsi, suona come una beffa e rischia di paralizzare settori fondamentali come quello della ricerca.Consideriamo positiva la possibilita’, per le regioni, di assumere fino a complessive 4 mila unita’ di personale da destinare ai Centri per l’impiego, anche se non e’ ancora chiara la direzione in cui andra’ la riforma degli stessi centri”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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