Mancata rivalutazione di una area nella zona di Anagni.

Questa è la terza volta che decido di scrivere sull’ex supermercato di Via Cerere Navicella ad Anagni. Una decisione unilaterale, perché a detta di tutti coloro che un tempo erano utenti di tale esercizio commerciale, nonché a ben ascoltare chi invece ci lavorava, continuare a rimestare nel paiolo non serve a nulla, non porta a niente se non a guai e non modifica la realtà. Questa litania mi viene ripetuta da decenni, e il rimestare come lo smuovere le acque per stigmatizzare le ingiustizie sociali è la mia attitudine primaria. Il capire dove risiede la verità è un altro dei miei grandi difetti, come il non sopportare chi, con modi gentili ed educati, vorrebbe raggirarmi per far credere che la sua amministrazione è “ tanto gentil e tanto onesta, che a confronto quella di Fiorito meritava l’inferno”. Sono qui appunto per sfatare tale mito di invincibile onestà di cui l’amministrazione Bassetta si vorrebbe fregiare, e prendo come spunto proprio quel supermercato che è stato chiuso ad aprile 2016 e di cui non resta ora che triste memoria, diverse unità prive di impiego e un’area ormai adibita a rimessa di auto da parte del proprietario. La cosa che più mi ha fatto venire rabbia in tutta questa triste vicenda, che ha tolto l’unico esercizio commerciale in una zona dove esiste il NULLA ALLO STATO PURO, non è stato il veder trasformare quell’area in una rimessa di auto, quanto le bugie sistematiche messe in atto dall’amministrazione Bassetta ogni volta che se ne chiedevano informazioni in merito. Si è parlato di bando pubblico per trovare un nuovo acquirente, si è detto che al momento nessuno aveva espresso volontà di rilevare l’area, si è lasciato cadere nel dimenticatoio la questione non rispondendo più alle domande, secondo le nuove direttive politiche europee: se non rispondi, la gente smette di chiedere. Lo facevano durante il fascismo, lo facevano in pieno regime democristiano, lo ha rilevato e reso proprio il berlusconismo. Il sistema funziona, tanto che il PD lo ha reso una carta vincente della sua non-politica. Il piccolo problema, per questa tanto onesta amministrazione, è che la sottoscritta, quando vuole, prende il telefono e chiama. Non più l’amministrazione perché, come già detto, sarebbe come parlare ad una tabula rasa, ma i diretti interessati. Così che oggi pomeriggio, esasperata dal veder aumentare il numero di auto dismesse collocate a ridosso di quel supermercato, ho deciso di chiamare il proprietario. Già. Il vero proprietario, che non è il comune di Anagni, come mi era stato detto a suo tempo, facendomi capire che il comune aveva rilevato quell’area e l’aveva messa all’asta.

No, il proprietario, che lo è da decenni e che mi ha spiegato, apertamente e gentilmente, che la mia idea di rivalutare quel punto commerciale era anche nelle sue intenzioni, ma che, a seguito di una serie reiterata di dinieghi da parte dell’amministrazione Bassetta, si è convinto a rinunciare, perché tanto non se ne sarebbe cavato nulla in tempi brevi.

Il proprietario mi ha anche spiegato che all’indomani della chiusura della COOP di via Cerere Navicella, si era trovato un nuovo acquirente, il quale avrebbe anche provveduto alla rimessa in sicurezza dell’edificio e dell’intera struttura. Anche in questo caso l’amministrazione è stata categorica nel rifiuto a far risorgere l’area in questione.

A chiosa di tale discorso intavolato con il proprietario della struttura, di cui non faccio il nome per rispetto della sua privacy, mi sono permessa di illustrare la mia idea su come valorizzare tale zona e le mie idee, nonostante fossero diverse dalle sue, hanno trovato un civile ed intelligente accoglimento.

Che altro aggiungere? Qualche motivo in più per provare indignazione in tutta questa vicenda spero che ci sia. Spero di essere riuscita a sensibilizzare, sia pur in minima parte, l’opinione delle persone comuni, e spero che l’amministrazione Bassetta si tolga immediatamente i paraocchi e l’anello al naso e si comporti in modo tale da creare in tempi rapidi nuovi posti di lavoro.

Perché lo spirito d’iniziativa e le capacità imprenditoriali ci sono e stanno scalpitando.

03/01/2018

ANTONELLA NECCI

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