MAFIE. ANNIVERSARIO STRAGE CAPACI, REGIONE LAZIO PRESENTA LIBRO FEDERICA ANGELI.

ZINGARETTI: NON È INVINCIBILE, MA TUTTI DEVONO FARE QUALCOSA (DIRE) Roma, 23 mag. A 26 anni dalla strage di Capaci, dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta, la Regione Lazio ne ha ricordato l’anniversario presentando, in collaborazione con il Progetto Abc e il Miur/Ufficio Scolastico Regionale, al teatro Argentina di Roma “A mano disarmata. Cronaca di millesettecento giorni sotto scorta” il libro della giornalista di Repubblica, Federica Angeli, che denunciato la mafia dei clan di Ostia.

Nel corso della manifestazione il presidente Zingaretti, davanti a una platea di circa 350 studenti, ha consegnato il Codice Penale utilizzato da Giovanni Falcone all’Istituto Superiore “Carlo Urbani” di Nuova Ostia che lo custodira’ per un anno nel proprio Istituto, in una sorta di staffetta che grazie al Miur ha riguardato tante scuole italiane, tra cui il Liceo Peano che lo ha ricevuto l’anno scorso. Il Lazio e’ l’unica Regione che per tre anni consecutivi ha avuto il privilegio di conservare il Codice Falcone nelle scuole del proprio territorio. “Vogliamo unire la memoria e il ricordo delle vittime di mafie con l’impegno alla mobilitazione civile nel contrasto alle mafie nel Lazio- ha spiegato Zingaretti– Per questa ragione abbiamo deciso di declinare il ricordo della strage di Capaci con la necessita’ di difendere il dovere di cronaca e il diritto dei cittadini ad essere informati. Sono sempre di piu’ infatti i giornalisti come Federica Angeli che solo perche’ compiono il proprio dovere subiscono minacce e intimidazioni dalle organizzazioni criminali che invece preferiscono il buio e l’opacita’ dei territori nei quali agiscono con i loro affari illeciti”.

Il governatore ha ricordato che “La strage di Capaci aveva un messaggio: ‘La mafia e’ invincibile’. Noi vogliamo e dobbiamo insieme dimostrare che non e’ vero. La mafia puo’ essere sconfitta, come diceva Giovanni Falcone, solo se tutti fanno qualcosa, a cominciare da noi, e dobbiamo farlo perche’ la mafia e’ la negazione della liberta’. Se qualcuno pensa che abbiamo paura a parlare di mafia o se vogliamo negare che ci sia, si illude e sbaglia, perche’ noi siamo qui a unire le persone per bene e affamare la cultura della legalita'”. Il titolo del libro “A mano disarmata” nasce dal fatto che “la lotta contro il clan di Ostia, che ho portato avanti per millesettecento giorni, e’ stata combattuta con la penna- ha spiegato Federica Angeli- mentre i clan avevano pistole, armi e benzina e hanno usato tutto quello che era nelle loro possibilita’. Il senso del libro e’ quello di far venire voglia alle persone di alzare la testa, di dire ‘no’ e capire che non vincono sempre loro. Se riesce a entrare questo messaggio penso veramente di avere vinto contro la mafia”. Il procuratore generale della Corte di Appello, Giovanni Salvi, ha sottolineato che “la liberta’ di informazione e’ fondamentale perche’ senza informazione libera noi magistrati non possiamo lavorare. Noi dobbiamo proteggere i giornalisti e prima ancora della protezione dobbiamo fargli sentire la solidarieta’, perche’ solo cosi’ non avranno piu’ bisogno della nostra protezione e Federica Angeli deve tornare a essere libera per tornare a fare liberamente il suo mestiere”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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