MADE IN ITALY. COLDIRETTI: ETICHETTA ORIGINE ALIMENTI AL CONSIGLIO UE.

(DIRE) Roma, 15 dic. – Sotto la spinta di 1,1 milioni di firme raccolte in sette paesi europei, l’etichetta di origine degli alimenti, per impedire di spacciare come Made in Italy quelli ottenuti da prodotti stranieri, e’ all’ordine del giorno del Consiglio Agricolo Ue del 16 e 17 dicembre. Lo rende noto la Coldiretti che ha promosso con successo insieme ad altre organizzazioni europee l’iniziativa dei cittadini europei (Ice) per chiedere alla Commissione Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti.
“Si tratta di un risultato storico. Il documento che sara’ discusso in Consiglio- sottolinea la Coldiretti ha avuto gia’ il sostegno di Italia, Francia, Grecia, Portogallo e Spagna che, per rispondere alle aspettative dei consumatori, chiedono una normativa europea stringente sull’obbligo di indicare l’origine degli alimenti in etichetta. Si chiede in particolare che questo obiettivo – spiega la Coldiretti – possa divenire parte integrante della strategia “farm to fork” del Green New Deal proposto dalla Commissione Europea alla quale si propone di formulare una proposta poiche’ le norme che entreranno in vigore nell’aprile 2020 non permetteranno un’informazione obbligatoria e completa al consumatore.
Un successo per l’Italia dove e’ stato raccolto l’85% delle firme con il contributo di cittadini e rappresentanti delle istituzioni della politica, dello sport, della ricerca e della cultura a partire dal Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova e del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte al quale sono state consegnate simbolicamente le firme raccolte al Forum Coldiretti di Cernobbio l’ottobre scorso. “Una esigenza di chiarezza condivisa dalla stragrande maggioranza dei consumatori europei e dall’82% di quelli italiani che ritiene necessario superare le attuali politiche comunitarie sull’origine del cibo per contrastare un fenomeno, quello dei falsi e dei tarocchi, che solo all’Italia costa oltre 100 miliardi di euro all’anno nel mondo”, sottolinea il presidente Ettore Prandini nel ricordare che “l’obbligo di indicare l’origine e’ una battaglia storica della Coldiretti che ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa per le politiche rivolte alla qualita’, sicurezza alimentare e trasparenza dell’informazione.
Grazie al pressing della Coldiretti e’ in vigore in Italia l’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 era entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati gia’ diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 e’ scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato gia’ in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.
A livello comunitario, conclude la Coldiretti, il percorso di trasparenza e’ iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 e’ d’obbligo indicare varieta’, qualita’ e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’e’ il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele e’ stato raccolto, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine e’ obbligatoria anche su funghi e tartufi spontanei.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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