(LZ) TAXI. PROTESTA A ROMA: NO EMENDAMENTO MILLEPROROGHE PRO UBER.

‘EMENDAMENTO LANZILLOTTA SPIANA LA STRADA ALLE MULTINAZIONALI’ (DIRE) Roma, 16 feb. La protesta dei tassisti contro ‘l’emendamento Uber’ in votazione al Senato, agitazione che sta privando del servizio taxi gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, e’ giunta anche sotto palazzo Madama. Circa 500 tassisti, infatti, si sono radunati in piazza delle 5 lune in attesa del voto del provvedimento in Aula. I tassisti, “in agitazione in tutta Italia”, dicono dalla piazza, si scagliano contro il maxi emendamento del decreto Mille Proroghe, sul quale il governo ha posto la questione di fiducia. Il provvedimento e’ l’accusa dei conducenti di taxi, “spiana la strada alle multinazionali come Uber” perche’ l’emendamento Lanzillotta rinvia al 31 dicembre il termine entro il quale il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti deve emanare le norme volte ad impedire l’esercizio abusivo del servizio di taxi e di noleggio con conducente.
Intanto, a causa dell’assembramento, corso Vittorio Emanuele e’ chiuso al traffico e le linee di autobus sono deviate. “E’ giusto farsi ascoltare, senza violenza”, dice il senatore Fi e vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, sceso in piazza tra i tassisti. “L’emendamento lascia aperta una soluzione definitiva, che e’ non lasciare fare a tutti lo stesso mestiere”, prosegue Gasparri, “perche’ non e’ che tutti possono prendere la macchina e trasportare chi gli pare: chi fa altri mestieri li deve fare con le regole di altri mestieri”. Cio’ detto, “se il governo non ascolta i cittadini poi si prende le risposte che merita”, dice il senatore azzurro fra gli applausi e qualche isolato invito a misure piu’ drastiche, “credevo vi avessero incontrato e invece no- conclude Gasparri- gli diro’ che siete molto arrabbiati”.
E i tassisti sono arrabbiati davvero: “Siamo fermi in tutta Italia fino a che questa legge non la tolgono di mezzo”, dicono assiepandosi attorno al cronista, “se si apre alle licenze da altre citta’ (tema molto sentito a Roma dove operano Ncc, noleggi con conducenti, con licenze di comuni limitrofi, ndr) poi c’e’ il rischio che non si possa piu’ capovolgere la situazione”.
Ma la protesta e’ anche l’occasione per spiegare che i tassisti non sono piu’ quelli di una volta, a spegnere il confronto tra ‘tassista vecchio brutto e cattivo e ‘Uber nuovo bello e buono’. “La categoria viene spesso ghettizzata per pochi ignoranti che ne fanno parte- racconta un tassista gia’ ingegnere informatico e giornalista- ma la nostra categoria e’ cambiata, sia tra i ‘vecchi’ autisti che tra i ‘nuovi’, offriamo servizi moderni sui nostri taxi, abbiamo il wifi e il bancomat, possiamo offrire altri servizi: il nostro e’ un servizio a valore aggiunto per la citta’, la categoria spesso e’ rappresentata in modo equivoco, ma si e’ evoluta”.
C’e’ spazio anche per contrastare l’idea che Uber sia piu’ conveniente, almeno oggi. “Guardi qua- dice un tassista con lo smartphone in mano- ecco quanto costa oggi Uber per gli aeroporti di Roma: 140 euro”, prezzo che oggi qualcuno paghera’ visto che raggiungere Fiumicino o Ciampino oggi e’ piuttosto complesso.
“Noi abbiamo il tassametro, gli altri no”, si aggiunge un altro conducente, “sono anni che gli Ncc girano a Roma, si sarebbe potuta regolarizzare la loro situazione con bandi o gare, e invece non e’ stato fatto nulla”.
Oltre alla differenza tra un autista di taxi che ha precise regole come la licenza, il rientro in autorimessa e il tassametro, tra Ncc e Uber “c’e’ in giro molta evasione- denuncia un altro tassista- noi abbiamo gli studi di settore e 8 ore di lavoro al giorno, loro possono girare h24 e dichiarano anche 10mila euro l’anno”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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