LO STORICO PIETRO CAPPELLARI SUL FURTO ALL’ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO DI ROMA.

LO STORICO CAPPELLARI: “INDIVIDUARE GLI AUTORI, SANZIONARE I FUNZIONARI CHE AVEVANO IN CUSTODIA I PREZIOSI REPERTI, REALIZZARE UN MUSEO SUL FASCISMO.”

«Apprendo del furto sacrilego avvenuto nell’Archivio di Stato di Roma, notizia diffusa oggi, 2 Agosto 2020, dal quotidiano “Libero” e dal sito del Corriere della Sera – ha dichiarato Pietro Cappellari, ricercatore storico, scrittore e Direttore della Biblioteca di Storia Contemporanea “Coppola” di Paderno (Forlì) – infatti, probabilmente nel giugno scorso, ignoti hanno asportato dai locali del più importante archivio storico italiano, nel quartiere EUR, i labari che sfilarono nella Capitale durante la Marcia su Roma, voluta da Mussolini il 28 ottobre 1922.

Occorre individuare al più presto i mandanti e gli esecutori di questo furto – prosegue Cappellari – inoltre, il Ministro deve sanzionare i funzionari dell’archivio che avevano in custodia il prezioso materiale storico. Infine, nel Centenario della Rivoluzione Fascista, che cade proprio in questi anni, rinnovo con più voce al Ministro della Cultura la necessità di istituire una fondazione e un museo per la storia della Rivoluzione Fascista, con annessa biblioteca, che possa finalmente fare luce, senza speculazioni politiche di sorta, senza odio e senza manipolazioni ideologiche, sul passato della nostra Patria.

La Storia d’Italia – conclude Cappellari – non può più essere ostaggio dei “gendarmi della memoria”».

Della situazione di “custodia provvisoria” del materiale appartenente al PNF, con particolare riferimento ai documenti e ai cimeli dell’ente “Mostra della Rivoluzione Fascista”, Cappellari su occupò già diversi anni fa, quando propose la costituzione di un Museo della Storia della Rivoluzione Fascista che potesse raccogliere, classificare e, soprattutto, rendere fruibile ad un vasto pubblico tutto il patrimonio culturale conservato in diversi archivi, sia privati che dello Stato.

Lo storico scrisse, ad esempio, al Museo Storico del Risorgimento, i cui dirigenti avevano mostrato una certa “sensibilità” su questa tematica. Ma la cosa non ebbe nessun riscontro. Il 21 Ottobre 2013 e il 1 Maggio 2017, chiese al Direttore dell’Archivio Centrale dello Stato di poter fotografare labari e bandiere – non solo fasciste – conservate nel fondo MRF per una pubblicazione. Nel Maggio 2019, finalmente, ottenne la consultazione diretta di alcuni faldoni del fondo Mostra della Rivoluzione Fascista. Cosa che, fatta di persona, non ebbe nessuna difficoltà di attuazione.

Oggi, la triste notizia del furto di un materiale storico di valore inestimabile, patrimonio di tutti gli Italiani, riporta alla luce la necessità di raccogliere ed esporre una mole impressionante di materiale storico di indubbio interesse.

Dott. Pietro Cappellari

Storico, scrittore e Direttore della Biblioteca di Storia Contemporanea “Coppola” di Paderno (Forlì)

 

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