Legittima difesa, il M5s frena: “No liberalizzazione armi”. Forza Italia insorge.

Il Governo si spacca sulla legittima difesa. Proprio oggi sono stati incardinati in commissione Giustizia al Senato i cinque disegni di legge in materia di Legittima difesa. Mentre il Pd insorge contro la riforma che nelle intenzioni dei leghisti arriverà a far sì che la legittima difesa venga sempre riconosciuta cambiando così di fatto l’articolo 52 del Codice penale (Martina grida ad una “legge far west), dal M5s arrivano segnali di frenata, con il ministro della Giustizia Bonafede che si affretta a puntualizzare che “non ci sarà nessuna liberalizzazione delle armi” e annuncia che saranno fatti approfondimenti. Questo tentennamento fa arrabbiare Forza Italia, con Mara Carfagna che accusa il M5s di ‘tradire’ gli elettori e chiede a Matteo Salvini di intervenire.

I DISEGNI DI LEGGE

Il relatore è il presidente della commissione, Andrea Ostellari (Lega). L’esame dei ddl sulla legittima difesa, in commissione Giustizia, avviene in sede redigente, ossia un iter più veloce: la commissione delibera sul testo con l’esame degli emendamenti, mentre all’Aula spetta soltanto il voto sugli articoli e la votazione finale.

Delle cinque proposte di legge sul tavolo, una è di iniziativa popolare, due di Forza Italia, una di Fdi e una della Lega (a prima firma del capogruppo Massimiliano Romeo). Manca attualmente una proposta da parte M5s.

Sui tempi dell’esame deciderà un Ufficio di presidenza della commissione. Poichè però uno dei testi è di iniziativa popolare, l’esame in commissione dovrà essere concluso, come da Regolamento, entro tre mesi dall’assegnazione in commissione. Decorso tale termine, il disegno di legge è iscritto d’ufficio nel calendario dei lavori dell’Assemblea.

I testi mirano a far sì che la legittima difesa sia sempre riconosciuta senza più tener contro del principio di proporzionalità della reazione all’offesa sancito dall’articolo 52 del Codice penale. In pratica, si by-passa la discrezionalità della decisione del giudice.

BONAFEDE: CON RIFORMA NO LIBERALIZZAZIONE ARMI

Occorre intervenire, si vedrà se attraverso progetti di origine parlamentare o iniziative legislative governative, affinchè siano eliminate quelle zone d’ombra che attualmente rendono quantomeno accidentato il percorso attraverso cui un cittadino, che si sia legittimamente difeso da una aggressione ingiusta, possa provare la propria innocenza”. Queste le parole con cui il ministro della Giustizia Bonafede è intervenuto durante il question time alla Camera sui disegni di legge in materia di legittima difesa.

In alcun modo, aggiunge, “la realizzazione dell’obiettivo riformatore, per come concepito da questa maggioranza, potrà portare alla liberalizzazione delle armi in Italia, la detenzione e il porto delle quali risultano disciplinate da disposizioni normative rigorosissime sulle quali il governo non avverte alcuna esigenza di intervenire”.

MARTINA: È LEGGE FAR WEST, NOI NON CI STIAMO

“È una legge Far West. La chiamano ‘legittima difesa’, si legge più armi per tutti. Non ci stiamo. Guardiamo agli Stati Uniti, il Paese dove circolano più armi e ci sono leggi sulla legittima difesa che piacciono alla destra”. Lo scrive su facebook Maurizio Martina, segretario Pd.

“36mila morti all’anno uccisi da fucili e pistole- aggiunge-. 100 al giorno. Le armi in America vengono usate per difendersi solo nell’1% dei casi dalle vittime di crimini violenti, mentre gli omicidi in legittima difesa costituiscono solo il 2,7% del totale degli omicidi con armi da fuoco. I suicidi, invece, sono il doppio degli omicidi. Chi ha un’arma in casa la usa più spesso contro di sé e contro la sua famiglia che contro aggressori. E troppo spesso queste armi finiscono in mano a ragazzini, nelle scuole. È questa la sicurezza? No. Noi non ci stiamo”.

ZINGARETTI: PAGHIAMO TASSE, CI DIFENDA LO STATO

“Noi paghiamo le tasse e pretendiamo che lo Stato garantisca la nostra sicurezza. I cittadini hanno il diritto di essere difesi, non che lo Stato dica ‘arrangiati’. È come se devi mandare tuo figlio a scuola e ti dicono di prenderti un insegnante a casa #legittimadifesa”. Lo scrive su Twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

CARFAGNA: DA M5S SCHIAFFO A ELETTORI, LEGA INTERVENGA

“L’annuncio di ‘approfondimenti’ sulla riforma della legittima difesa, che noi preferiamo chiamare ‘diritto alla difesa’, suona come un insulto al programma votato dalla stragrande maggioranza degli italiani alle ultime elezioni, quello del centrodestra. La Lega non dovrebbe tollerare questo rallentamento. Forza Italia non cesserà di chiedere che sia dato immediato seguito all’impegno preso in campagna elettorale. Il testo presentato dal nostro partito è estremamente approfondito, è stato oggetto di accurata valutazione e resta il più equilibrato. Nessuno vuole il far west, ma non è pensabile che la legge metta sullo stesso piano rapinatori e vittime. E’ ora che questo principio sia sancito dal Parlamento”. Così Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia.

SISTO: M5S VUOLE TEMPI BIBLICI PER NON CAMBIARE NORMA

“L’unica ‘adeguata valutazione’ che va fatta in tema di legittima difesa riguarda l’urgenza di dare una risposta alla richiesta di sicurezza degli italiani“. Lo afferma il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto commentando le dichiarazioni del senatore M5S Francesco Urraro, che ha invocato  “un’analisi approfondita delle norme esistenti e dei testi presentati” e assicurato che da parte del M5s sarà fatto “un lavoro scrupoloso, di sintesi e ragionato nel solco delle garanzie Costituzionali, senza muoversi sull’onda emotiva“.

“Il diritto deve adeguarsi alla realtà che cambia e questo processo non può implicare tempi biblici: desta più di un sospetto, sotto questo profilo, l’affermazione dei 5 Stelle che la normativa sulla legittima difesa richieda solo un meditato e quindi eventuale aggiornamento. Un testo valido, semplice ed equilibrato già c’è ed è quello depositato da Forza Italia con Mariastella Gelmini. Abbiamo mantenuto, quale criterio del diritto di difesa, l’esigenza che il pericolo sia attuale, mentre l’onere di provare che non sussista tale diritto diventa a carico di chi accusa. La tutela dell’aggredito è per noi una priorità e dovrebbe esserlo per tutti”, conclude.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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