Le imprese del marmo del Basso Lazio ridisegnano il proprio posizionamento strategico nel mondo.

151204_cava marmoPresentato il progetto “Imprese del marmo” allaCall for proposal bandita dalla Regione Lazio.

E’ il settore marmifero a caratterizzare il sistema imprenditoriale del territorio dell’area compresa tra Castelforte, in provincia di Latina, e Cassino, in provincia di Frosinone.

A dichiararlo sono proprio le diciotto imprese locali del settore che, insieme ai Comuni di Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Coreno Ausonio, Ausonia, Castelnuovo Parano, Esperia, San Giorgio a Liri e Cassino, hanno presentato un progetto rispondendo alla Call for proposal bandita dalla Regione Lazio per illustrare i finanziamenti necessari nel settore.

Una risposta formalizzata da Impresa Insieme S.r.l. ma costruita con la partecipazione diretta del territorio e che ha coinvolto oltre alle imprese e ai Comuni anche i due Atenei (l’Università degli studi di Cassino e l’Università degli studi di Roma la Sapienza – Dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale), il Consorzio per la valorizzazione del Perlato Coreno S.r.l., la Cooperativa Cavatori Coreno, l’Istituto Enrico Fermi di Gaeta e la Comunità Montana XIX – degli Aurunci.

Accanto alle imprese quello su cui si conta di intervenire è, da una parte, l’intero sistema territoriale su tutte quelle condizioni, cioè, che consentono alle imprese di competere non addossando loro tutti gli oneri indiretti, quindi strade, banda larga, ricerca e centri di Ricerca, formazione di figure specializzate e quindi Scuola ed Università; dall’altra su tutta la filiera del settore che guarda verso il mercato mondiale pronto a ridisegnare le proprie strategie di sviluppo e di azione rendendole sempre più di stampo internazionale, capace cioè di soddisfare la variegata richiesta e proporre soluzioni soddisfacenti alle diverse committenze mondiali grazie alla capacità di operare con spiccate capacità sistemiche.

La novità più importante – dice il professore Renato Di Gregorio, che ha seguito il progetto – sta nel fatto che lo stimolo regionale ci ha dato la possibilità di ripensare la strategia delle imprese del settore e di individuare due sotto settori imprenditoriali, quello legato al prodotto (aziende product oriented) e quello proiettato verso il cliente che costruisce sistemi abitativi di livello e che usa tutti i marmi del mondo, compreso quello locale (imprese client-oriented). Entrambi devono investire e hanno bisogno di finanziamenti pubblici per competere a livello mondiale. Le imprese del primo settore devono qualificare e promuovere il prodotto, ma devono anche migliorare i servizi, i tempi e i modi di consegna, le tecnologie di produzione e la ricerca sul prodotto e la sua lavorazione, quel prodotto estratto dalle cave locali, il famoso Perlato Rojal di Coreno o la Breccia Paradiso di Esperia. Le imprese del secondo settore – prosegue Di Gregorio – devono invece migliorare il rapporto con chi decide sui nuovi sistemi abitativi (gli architetti) e le modalità con cui rifornirsi delle materie prime che provengono da tutti i Paesi dove si estrae il marmo e si fanno le prime lavorazioni, per poter soddisfare i grandi clienti di tutto il mondo. Il lavoro fatto assieme agli imprenditori che operano sul territorio ci ha consentito di fare finalmente chiarezza e di dirimere i conflitti di fondo tra chi pensa che il primo settore deve morire e chi pensa che il secondo settore è costituito da persone che tradiscono le tradizioni e le fonti del loro stesso successo. Il fatto di avere poi decifrato cosa è di responsabilità delle imprese, cosa è di responsabilità degli Enti locali, ciò che possono fare le Università sul versante tecnico-tecnologico e quello che possono fare sul versante del supporto sul piano del marketing internazionale e sull’organizzazione territoriale è un ulteriore risultato del lavoro fatto. Seguendo questa logica alla Regione Lazio non abbiamo chiesto finanziamenti per le singole imprese, ma finanziamenti per il ‘territorio’ dove vi sono le imprese del marmo cosicché il sistema territoriale evolva e consenta nuova e più qualificata occupazione”

A riunire la rete degli attori pubblici e privati che hanno aderito all’iniziativa c’è stata anche una giovane donna innamorata della sua terra: Margherita Coreno, figlia di uno dei maggiori imprenditori locali del settore e da diverso tempo impegnata in alcuni progetti condotti all’interno dell’Associazione giovanile “Ti Accompagno” di Castelnuovo Parano a fianco di Impresa Insieme e laureata alcuni anni fa all’Università di Cassino con il professor Di Gregorio. Un lavoro intenso quello della Coreno che ha permesso a Di Gregorio (già esperto di riposizionamento e marketing strategico oltre che uno dei più grandi esperti di organizzazione italiani – ruolo svolto in Italsider, poi in Aeritalia e nella chimica dell’Eni, poi come docente a Cassino e da quasi vent’anni amministratore di Impresa Insieme S.r.l. al servizio delle Associazioni dei Comuni del Lazio- di sviluppare una proficua “progettazione partecipata” con gli imprenditori del territorio e gli amministratori degli enti locali e i colleghi universitari.

Tutti poi si sono adoperati per il successo dell’iniziativa: il sindaco di Coreno Ausonio nonché presidente del Consorzio del Perlato Rojal, Domenico Corte, il presidente della Comunità Montana XIX che ha coinvolto i Comuni aderenti alla comunità, Oreste De Bellis, la segreteria della cooperativa Cavatori che ha raccolto le lettere di adesione di tutti i soci, gli altri giovani che operano nelle Associazioni giovanili costituitesi a ridosso delle Associazioni di Comuni SER.A. Fin provincia di Frosinone e SER.A.L. in provincia di Latina.

Altra novità del lavoro fatto è stata quella di aver riunito, forse per la prima volta Comuni e Imprese di due province del Lazio e aver così ricomposto un territorio che una volta faceva parte di quella che era chiamata “Terra di Lavoro” e che gli Aurunci, prima dei Romani hanno abitato e San Benedetto, tra il IV e il V secolo dopo Cristo, ha reso famosa.

Ufficio Stampa Impresa Insieme

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